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| 60 | ars et labor |
«e ciò mi è più gradito, di quello che non mi sarebbe il contrario».
«Ma sapete», disse Elena, «che io poco fa ho assai mortificato ed offeso il signor di Below?» e raccontò quale espressione si era lasciata sfuggire.
Essa pensava giustamente esser meglio che da sé medesima raccontasse la scena, piuttosto che Below, o presto o tardi, ne fosse entrato in discorso.
I genitori rimasero per un momento interdetti; ma, poichè Below dette in una sonora risata, ne risero anch'essi.
Erano quasi le dieci, quando finalmente si alzarono da tavola.
«Fumate pure qui in camera da noi», disse la padrona di casa; «a me davvero non fa male». E, mentre il Consigliere andava nel suo studio per prendere i sigari, Below si sedette al pianoforte.
Era la prima volta che egli cantava in una casa privata. La colpa di ciò era soltanto del buon vino e del bicchiere di champagne che in fine aveva bevuto, oppure i begli occhi della figlia l'avevano ispirato? Egli stesso non lo sapeva.
Con un «pardon, signore, scusino della libertà», sedette all'instrumento.
Le signore ascoltavano con una religiosa attenzione: esse non sapevano che cosa ammirare di più, se l'arte del suo canto, se la maestria colla quale egli stesso si accompagnava, o la copia inesauribile del suo repertorio. Egli cantava e suonava tutto a memoria; e quando, dopo aver cantato ancora una volta il suo recitativo del Paolo: «Dio, siimi clemente secondo la tua bontà, secondo la tua grande misericordia», voleva cantare anche un altro brano, «no, di grazia, signor Below» dissero le signore «non più: ella non potrebbe cantare meglio di così, nè niente di migliore: per questa sera basta».
Egli, alzatosi e voltatosi alle sue ascoltatrici, si accorse che le signore avevano pianto, e credette di non aver mai veduto occhi più belli di quelli di Elena, che in quel momento brillavano nell'umido splendore, e si posavano su di lui con una ineffabile, commovente espressione di abbandono. Essa appariva così triste che egli, voltosi a lei «questo non l'avrei voluto, signorina, questo no», le disse: «non sia in collera meco».
Il tenente era imbarazzato e confuso per l'effetto che aveva prodotto il suo canto, e fu felice che la lancetta dell'orologio gli rammentasse, che davvero era tempo di andarsene.
(Continua).
FIORI D'ARANCIO
- A New York, la celebre cantante Lillian Nordinca, si rimarita per la terza volta, sposando M. J. R. de la Mar.
- A Bologna, il 20 novembre, si celebrò il matrimonio tra l'attrice della Compagnia Siciliana, signora Aguglia e il direttore della Compagnia stessa, Vincenzo Ferrari.
- A Rio de Janeiro, il maestro di musica Forio Franceschini, con la signorina Loez de Aranjo.
- A Torino, l'avv. Giuseppe Prato, pubblicista, ha sposato la nobile signorina Maria Letizia Prato.
- Il figlio del noto pittore Goubie ha sposato a Parigi M.lle Suzanne Lignereux.
- Nel ridente paese di Buriasso ebbero luogo le nozze della gentile contessina Lina Da Bormida, primogenita del valoroso generale morto ad Adua, col conte Ferdinando Praf, console d'Italia in China.
- L'avv. Ugo Pozzi, redattore della Perseveranza di Milano, colla gentile signorina Clelia Guasco.
- A Napoli, il popolare artista comico Cesare Gravina, con l'operettista Emma Casalis.
- A Varese, la nobile signorina Bianca Pericoli di Roma, cugina del direttore del giornale La Sera, signor Suzzi, col signor Francesco Cantoni, addetto alla Casa Reale.
- A Castelnuovo Scrivia, il noto brillante giornalista e letterato Ugo jetti, colla signorina Fernando Gobba.
- A Milano, il signor Gianni Ponchielli, redattore della Sera, colla signorina Maria Albonico.
- A Firenze, il cav. Guido Colzi, colonnello comandante del 57° reggimento fanteria, con la signorina Elisa Cappelli, autrice di vari libri scolastici.
- A Roma, il conte Enrico Pocci, cameriere segreto di Cappa e Spada, con la nobile signorina Agnese Colacicchi.
- A Parigi, il popolare autore di Le Segret de Polichinelle, Pierre Wolff, sposa M.me veuve Marchand.
- A Milano, il giornalista Luigi Barzini sposa la signorina Mantica-Pesavento.
- A San Giorgio Piacentino, il signor Silvio Baruzzi, con la signorina Angiolina Giarelli, figlia del pubblicista cav. Francesco.
- A Roma, il signor Cesare Noseda, milanese, tenente mel reggimento Piemonte Reale cavalleria, con la marchesina Maria Berardi.
- A Bologna, il conte avv. Guglielo Zorzi, con la signorina Pia Cuzzo-Crea, nipote alla cantante signora Erminia Borghi-Mamo.
- A Palermo, si celebrò il matrimonio della gentilissima signorina Giuseppina Marina Marinuzzi, parente dell'autore di Barberina, con l'avv. Francesco Franco Pasqualino, barone di Altopiano.
- A Ceva, il maestro di musica Camillo Fresco, con la signorina Amalia Pnizzi.
- A Roma, l'8 gennaio, nozze cospicue: il conte Febo Borromeo con donna Orietta DOria-Panfili-Landi, figlia del principe e della principessa Doria-Panfili-Landi ata Rebbam Clinton, figlia del duca di Newcastel e della duchessa nata Hope.
- A New-York, il baritorno Taurino Parvis, con Mrs. Gladys de Lorme.
- A Firenze, il prof. Manfredo Baccini Mariottini, figlio della nota scrittrice Ida Baccini, con la professoressa Emma Longinotti. Nozze fatte da professori!
- A Milano, la figlia del famoso industriale compianto Branca, signora DOlores Branca, va sposa al conte Paolo Dolfin Boldu.
- A Genova, il signor Giuseppe Briasco, costruttore navale, con la signorina Emma Astengo, cugina del senatore Carlo Astengo.
- A Mantova, l'avv. Giannino Parmeggiani, direttore della Gazzetta di Mantova, colla signorina Rosa Mantovani, figlia del cav. Francesco, tenente colonnello in riposo.
- A Cairo (Egitto), la signorina Margherita Nungovich, primogenita di quel simpaticissimo industriale nostro, che è G. Nungovich, cil giovane capitano britannico, dottor Richard Chapman Wilson.