Pagina:Artusi - La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Landi, 1895.djvu/152

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Eccovi li gnocchi che collocherete uno sopra l’altro in bella mostra entro a un vassoio proporzionato, intramezzandoli col resto del burro a pezzetti e spolverizzandoli, suolo per suolo ma non alla superfice, col resto del parmigiano.

Per ultimo rosolateli al forno di campagna e serviteli caldi, o soli o per contorno ad un piatto di carne stracottata o fatta in altra maniera.


176. - Gnocchi alla romana

Questi gnocchi, che io ho modificato e dosati nella seguente maniera, spero vi piaceranno come sono piaciuti a quelli cui li ho imbanditi. Se ciò avviene fate un brindisi alla mia salute se sarò vivo o mandatemi un requiescat se sarò andato a rincalzare i cavoli.

Farina, grammi 150.
Burro, grammi 40.
Cacio gruiera, grammi 20.
Parmigiano, grammi 20.
Latte, mezzo litro.
Uova, N. 2.

Si dice che a tavola non si dovrebbe essere in meno del numero dello Grazie, nè in più del numero delle Muse. Se vi aggirate intorno al numero delle 3 Muse raddoppiate la dose.

Intridete la farina colle uova e col latte versato a poco per volta entro una cazzaruola, aggiungete il cacio gruiera a pezzettini e mettete l’intriso al fuoco mescolando continuamente. Quando sarà assodato per la cottura della farina, salatelo e aggiungete grammi 20 del detto burro. Lasciate che il composto diacci e poi, nella stessa guisa degli gnocchi di farina gialla, mettetelo a tocchetti in un vassoio che regga al fuoco e conditeli via via col resto del burro a pezzetti e