Pagina:Artusi - La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Landi, 1895.djvu/429

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Regolatevi in tutto come nella gelatina di marasche del numero precedente.

Ordinariamente l’odore di vainiglia si dà alle vivande collo zucchero vanigliato; ma in questo e consimili casi meglio è servirsi del baccello naturale di quella pianta, facendone bollire un pezzetto insieme collo zucchero nell’acqua. A vostra norma se comperate qualcuno di questi baccelli osservate che sieno grassi, cioè non risecchiti, e conservateli ben chiusi framezzo a zucchero biondo a cui comunicheranno il profumo e servirà anch’esso ad aromatizzar qualche piatto.

Questa pianta della famiglia delle orchidee, la quale si arrampica come l’ellera, è originaria delle foreste intertropicali di America. Il polline della vainiglia, essendo vischioso e non potendo perciò essere trasportato dai venti, lo trasportano gl’insetti; la qual cosa, essendo stata conosciuta dall’uomo soltanto nella prima metà di questo secolo, eseguisce egli stesso l’operazione e feconda le piante che si coltivano ne’ tepidari; esse, avanti il 1837, anno in cui si ottennero i primi frutti nel Belgio, erano infruttifere.


529. - Gelatina di lampone in gelo

Se avete del siroppo di lampone N. 534 potete fare, all’occorrenza, una buona gelatina da servire per dolce in un pranzo.

Sciogliete grammi 20 di colla di pesce al fuoco in 3 decilitri d’acqua e mescolate in essa:

Siroppo, decilitri 2.
Marsala, decilitri 1.
Rhum, una cucchiaiata.