Pagina:Ascensioni umane Fogazzaro.djvu/170

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148 Ascensioni umane

e i bipedi, s’indovina che alcuni di quegli esseri hanno potuto camminare, curvi sì ma reggendosi sulle sole membra posteriori. io domando se allora gli apostoli della Evoluzione non avrebbero un trionfo alquanto simile a quello dell’astronomo che indicò dove si sarebbe trovato un pianeta non ancora veduto nè da lui nè da altri; domando se si darebbe allora una grandissima importanza all’intervallo che resterebbe aperto fra quegl’ignoti animali e l’uomo. Noi, contemporanei delle grandi scimmie antropomorfe, noi che ne facciamo la caccia, che le studiamo nei giardini zoologici e nei musei, abbiamo potuto osservare tante altre somiglianze anatomiche del loro corpo col nostro oltre a quelle dello scheletro, e le non poche malattie che hanno comuni con noi insieme al gusto dei liquori e del tabacco. Noi sappiamo che i loro piccini, a differenza di quelli delle specie inferiori, nascono affatto incapaci, come i nostri figli, di sostentarsi da sè.

Si affermò che vi ha nella vita occulta dell’organismo umano un momento in cui la colonna vertebrale si allunga in un’appendice animalesca che poi scompare, che vi ha un altro momento in cui tutto il corpo si copre di pelo che poi abbandona, un altro momento in cui vi si manifestano i germi di un numero anormale, assai grande,