Pagina:Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918.djvu/28

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tende, sia fatto alle ore debite, e non già quando la mamma o la maestra s’affaticano, poverine, a insegnar loro tante belle cose); ma quel che non potrei mai vedere con occhio indulgente sono le piccole cattiverie, i dispetti, gli atti maligni e tutto ciò, infine, che rivela nel fanciullo un cuore mal fatto.

Ohe cosa importa che un bambino stia tutto il santo giorno con le braccia incrociate sul petto e col capino basso, se poi, quando esce di scuola non dà al poverello che incontra per la via il pezzetto di pane avanzatogli dalla colazione?

Ohe cosa importa che un bambino stia sempre col libro in mano e col quaderno davanti e si acquisti perciò il nome di assennato e di studioso, se poi, allorché torna a casa trova la mamma malata, si rifiuta di prestarle que’ servizini che fanno tanto piacere a chi gli riceve? o se non fa ad essa quelle attenzioni che si meritano i genitori?

-Degno certamente di lode è il fanciullo che sta contegnoso e composto allorquando i maggiori gli parlano o lo istruiscono; e non minor pregio ha colui che ottiene de’bei punti nella lettura, ne’ conti e nella calligrafìa; ma chi tutti gli sopravanza, ma quegli che merita la lode e l’amore di chi lo conosce, è il bambino buono che è la consolazione del babbo e della mamma, è il bambino caritatevole, che divide la sua merendina co’ poverelli. —

Ma guardate voi che razza di discorsi m’ha fatto fare il gallettino! son proprio saltato di palo in frasca e forse forse, mi avrete dato del ciarlone chi sa quante volte!

Basta, tomo subito all’argomento.