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de’ popoli primitivi 25

dove alcuni pochi serbarono gran tempo lor lingua, trovata barbara da Erodoto. Forse alcuni ne rimasero nell’Italia o penisola inferiore. Ma furono pochi per certo; ondeché di tanti sangui fin d’allora rimescolati nell’italico, non rimase certamente se non a stille il pelasgico. Rimasero sí comuni co’ pelasgo-ellenici molte parole e numi, riti, costumi e simboli, e stili di belle arti.

7. Magno-greci; immigrazioni terziarie [a. 1150 c.-600 c.]. — Oltreché, fosse per finir di cacciar di qua come da Troia gli odiati pelasgi, o fosse per imitarli e sottentrar loro dopo che furono cacciati, ad ogni modo gli elleni essi pure migrarono ripetutamente in Italia. — Le prime migrazioni elleniche si confondono colle ultime pelasgiche, in guisa da non potersi chiaramente distinguere. Pelasgiche od elleniche furono quelle di Evandro e di Pallante alle bocche del Tevere. — Ellenica forse quella di Ercole (eroe, mito, simbolo, a parer mio, dapertutto della lotta ellenica contro a’ pelasgi), il quale dicesi approdato prima ai liguri, poi a quel medesimo Tevere. — Pelasgico-troiane certamente quella di Antenore alle foci del Po, e quella di Enea che fu terza sul Tevere. — Ed elleniche poi quelle posteriori e moltiplici, per cui furono fondate le colonie di Taranto, Crotona, Sibari, Turio, Locri, Regio, Cuma, Partenope e parecchie altre sulle due marine meridionali; e Siracusa, Girgenti, Messina, Selinunte ed altre in Sicilia; Cagliari in Sardegna; Alaria in Corsica. — Tutti insieme poi questi elleni chiamaronsi «greci»; un nome che dicesi significasse «antichi», e fu forse preso dagli elleni ad accennare la prioritá di loro schiatta su quella de’ pelasgi negli stanziamenti comuni. Perché poi i nostri si dicessero, a differenza degli altri, «magno-greci», parmi difficile a risapere; essendo certamente men numerosi essi, e men lati questi loro stanziamenti occidentali, che non gli originari nella Grecia propriamente detta. Ad ogni modo, religioni, costituzioni, dapprima regie, repubblicane poi, costumi, lingua ed arti, tutta la civiltá e tutta la coltura, furono comuni alla madre patria ed alle colonie, alla Grecia e alla Magna-Grecia.

8. I popoli itali, etrusci ed altri contemporanei [1150 c.-600 c.]. — Ma questi magno greci non occupavano forse tutte le marine, né