Pagina:Balbo, Cesare – Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni, Vol. I, 1913 – BEIC 1740806.djvu/72

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66 libro terzo

popolo lasciò i comizi, ma ridotti a poche elezioni. Le piú furono date via via al senato fatto e rifatto da lui, tutto suo; e con questo divise le province, commettendogli le piú tranquille, tenendo egli quelle di frontiera. Alle senatorie furono eletti proconsuli, alle imperiali scelti legati. — Ordinò gli eserciti in campi stanziali (stativa); una guardia del principe (cohortes praetorianae), una urbana (cohortes urbanae) presso la cittá; le legioni al Reno, al Danubio, all’Eufrate, al Nilo, all’Atlante; due flotte di qua e di lá ai due mari d’Italia, a Miseno e a Ravenna. — Ordinò le finanze: due casse distinte, il fiscum dell’imperatore, l’aerarium dello Stato; il primo, maggiore e fornito dalle terre dette perciò «confiscate», e da’ tributi delle province imperiali; il secondo, da quelli delle province senatorie. Le necessitá sorte a poco a poco avevano stabilita quella varietá di tributi, che la scienza moderna disapprovò giá, ma approva ora unanimemente; proprietá e mutazioni di proprietá territoriali, commerci interni ed esterni, sostenevano il carico pubblico. — Né trascurò, anzi compiè, le conquiste: e fermolle con ammirabile opportunitá. E prima ridusse i salassi, ed altre genti galliche alpestri; fatto piccolo ma notevole, perché solamente allora, e cosí dopo quattro secoli, si vede terminata la gran guerra nazionale contro ai galli, e compiuta la conquista della penisola, a cui intiera s’estese allora il nome d’Italia. Né è senza onore al complesso di queste genti, che diremo «italiane» d’ora in poi, che la conquista, l’unione di esse a Roma, abbia cosí costato altrettanto tempo, quanto appunto ne costò tutto il resto del mondo romano, tutto il cerchio del Mediterraneo. Attorno al quale poi e nell’interno del continente furono finiti di ridurre i celtiberi dei Pirenei, gli armorici ed ultimi galli occidentali, i reti, i vindelici, i norici, i pannoni, i mesii, tutti i germani e slavi di qua del Danubio, e in Asia gli armeni. E furono tentati poi altri estendimenti; minacciati i parti, ma non assaliti di fatto; tentati gli arabi e gli etiopi, ma fino al deserto solamente, ed ivi lasciati; assaliti bensí piú volte e fortemente i germani d’oltre Reno e Danubio, ma con successi vari dapprima, e lasciandovi finalmente l’ossa delle legioni