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degli imperatori romani 81


comando militare, furono ridotti a governatori civili i giá pericolosi prefetti del pretorio. Quattro ne furon fatti per le quattro grandi divisioni dell’imperio giá stabilite da Diocleziano, ora ordinate e chiamate «praefecturae». 1° Prefettura d’Oriente, divisa in cinque diocesi (ogni diocesi poi in province), Oriente, Egitto, Asia, Ponto e Tracia. 2° Prefettura d’Illirio, divisa in due diocesi, Macedonia e Tracia. 3° Prefettura d’Italia, divisa in tre diocesi, Italia, Illirio ed Africa. 4° Prefettura delle Gallie, divisa in tre diocesi, Gallia, Spagna e Britannia. Alle diocesi e province furono posti governatori di vari nomi, rectores, proconsules, vicarii, ecc. — E sotto tutti questi, ultime e piú potenti forse fin d’allora sorgevano le costituzioni delle cittá, stampate piú o meno sul modello degli antichi municipi italiani: un’adunanza popolare, via via ridotta per vero dire a poche elezioni, ma mantenuta poi principalmente per quelle de’ nuovi vescovi a cui contribuivano insieme col clero e coi decurioni; un consiglio piú ristretto (resto dei senati) detto «ordo», «decuriones» o «patres»; e due o piú magistrati esecutivi, per lo piú annui (resti o imitazione dei consoli), detti «duumviri», «triumviri», ecc.; oltre parecchi tribuni ed ufficiali inferiori. I tributi furon dati a riscuotere a que’ decurioni, fattine garanti e quasi impresari; ondeché fuggivasi tal dignitá diventata carico pesantissimo, e gl’imperatori sforzavano le famiglie a serbarla od assumerla. Del resto, continuavano questi tributi ad esser moltiplici; ma diventò principale il territoriale, che si stanziò od indisse incominciando dal 312 (l’anno della vittoria di Costantino) di quindici in quindici anni, periodo detto quindi «indizione». — Tale, all’ingrosso, fu l’ordinamento del nuovo e ben detto «basso imperio». Tal durò con poche mutazioni sino al fine della metá occidentale. E tale il vedremo poi imitato dagli imperatori occidentali rinnovati; ed anche (principalmente nella moltiplicitá degli uffizi cortigiani) da altri principi minori fino ai nostri dí. Ma vedremo pure, piú seria imitazione, quella dei municípi romani fatta dai comuni italiani.

13. I Costantiniani [337-379]. — I tre figli di Costantino, cesari in vita di lui, augusti dopo lui, tennero nell’imperio diviso, Costantino II, la prefettura delle Gallie; Costante, l’italica e