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228 appendice

i nostri figli, i nostri prodi, non erano in Piemonte. Torino deserta era piú magnifica, che non sia per esser mai affollata. Nobili e plebei, liberali vecchi e nuovi e non liberali, militari in attivitá o giá in ritiro o ancora alle scuole, pregavano, supplicavano per un posto qualunque, o partivano senza posto, all’esercito. Un vecchio colonnello in ritiro portò lo schioppo, e con frutto, per tutta la campagna. Sette fratelli Brunetta fecero le due. Undici d’un nome e d’un sangue vi si trovarono il dí di Pastrengo. Chiusa l’universitá, gli studenti diventati bersaglieri. Un giovinotto quasi fanciullo lascia la famiglia e il palazzo, va bersagliare dinanzi Peschiera, ha una palla nel cappello, gli par bella cosa, corre a Torino a mostrarlo alla madre ed ai compagni, e torna bersagliare a Pastrengo. All’accademia militare giá spoglia de’ corsi superiori, si sollevano quelli de’ corsi inferiori, che avean diciotto anni, pretendendo che non la scienza ma l’etá dava diritto a combattere; e non fatti ufficiali, partono sottoufficiali. Nella guardia nazionale di Torino servono volontari i fanciulli di quattordici anni. Chi per l’Italia, chi per il Piemonte, chi per il re e casa Savoia, chi per nessuno, per battersi. Questo, e questo solo, si chiama spirito militare; questo auguro all’Italia; che non so se abbia piú o meno merito, so bene che serve alla patria piú che la passione, nobilissima sí, ma, come ogni passione, fugace, della patria stessa. In men d’un mese l’esercito fu portato da venticinque a cinquantamila uomini e piú, l’artiglieria da quarantotto pezzi a centododici, oltre del parco d’assedio, oltre i depositi, le riserve, ed una coscrizione nuova chiamata. Se s’avessero avuti ufficiali bastanti, o si fosser potuti far tali tutti i sottoufficiali, si sarebbe avuto un esercito come quello di otto mesi appresso.

Non tutte le province, per vero dire, forniron uomini in pari proporzioni. Non nominerò quelle che meno; sí quelle che piú, il Piemonte antico e l’antichissima Savoia. Spoglia di truppe, ed assalita questa ne’ primi dí d’aprile da una mano di canaglia francese che chiamavan se stessi «feroci», si sollevarono da sé i buoni savoiardi e se ne liberarono. Da diciassette o diciottomila combattenti ebbe sempre, e de’ migliori: oltremontani