Pagina:Baldinucci - Notizie de' professori del disegno I.djvu/14

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10 l'autore a chi legge


quisili1 che si ricercano in chi meritamente dee essere riputato fra 'l numero de’ dilettanti; i quali requisiti (come in altra scrittura a buon proposito ho fatto palese) in me non so ravvisare per nessun patto. Non posso negare però, che secondo l’ottima educazione procuratami da’ miei maggiori, io non abbia fin dalla puerizia atteso, per mia mera ricreazione e passatempo, non tanto al disegno, ed alla pittura, quanto al pigliar cognizione di pitture e disegni de’ maestri, e particolarmente degli antichi, che furon da Cimabue in poi, in questa nostra patria, e fuori. Questa, per dir così, infarinatura mia intorno a tali facoltà fu cagione agli anni passati, che la gloriosa memoria del serenissimo principe cardinale Leopoldo di Toscana (il quale amò e favorì quest’arti al segno ch’è noto ) si valesse della debole opera mia e del mio, benché tenue, talento2; imperocché sendomi convenuto per lo spazio di undici anni trovarmi spesso con Sua Altezza Reverendissima per negozi di mia professione, comandatimi dalla Serenissima Casa, ed altri, egli con tale occasione si degnò di ammettermi alle consulte ch’e’ faceva sopra i disegni, e pitture, e simili altre cose appartenenti a tal suo virtuoso divertimento.

Avvenne poi, che trovandosi egli d’aver già ragunate molte migliaia d’essi disegni di mano de’ più celebri maestri del mondo, mi fece l’onore di volere intendere il mio parere circa la disposizione e ordinazione de’ medesimi, il quale fu, che allora sarieno stati ottimamente a mio giudizio divisati, quando si

  1. Ossia, meriti.
  2. Talento per ingegno non è da usare, chi voglia scrivere correitaiuente.