Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/129

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126 parte prima

cominciò ad entrar con lei in ragionamenti di cose amorose. E non si mostrando ella punto schifevole di simil ragionamenti, Lattanzio spinse la pedina un poco piú avanti, e molto affettuosamente le scoperse quanto ella gli fosse piacciuta, lodando le sue belle maniere, gli atti, i costumi, la leggiadria e la beltá. Dicendole poi come per quella fuocosamente ardeva, con accommodate preghiere la supplicò che si degnasse tenerlo per servidore e volesse di lui aver pietá. La donna gli rispose molto saggiamente con dirgli che aveva caro d’esser da lui amata, come da quel gentiluomo che le pareva conoscere discreto, costumato e gentile, e che da lei non vorrebbe se non la salvezza de l’onor suo. E con questi e simili ragionamenti finito il ballo si misero a sedere l’uno a canto a l’altra, tuttavia ragionando d’amore. Ma per tanto quanto durò la festa, che fu fin passata mezza notte, sempre Lattanzio attese a ragionar dei casi suoi, riportandone di continuo le medesime risposte, tutte fondate in questo, che volesse aver risguardo a l’amore che ella era obligata a portar al suo marito, e a l’onor de l’uno e de l’altra, che a lei deveva esser piú caro che la vita, e che da fratello, conoscendolo cosí gentile e galante, l’amava. Lattanzio, che vide la donna non s’esser mostrata ritrosa a parlar d’amore, e che seco giá aveva preso molta domestichezza, si contentò per la prima volta di questo, e quella di brigata di molti altri uomini e donne fin a la casa accompagnò. Ed essendo in effetto veramente di lei innamorato, imparata la casa, attese a conoscere ove ella andava a messa, e trovò che quasi per l’ordinario andava a messa in san Francesco. Il perché egli cominciò assai a frequentar quella chiesa, e in compagnia di gentiluomini che quivi solevano praticare intertenersi, vagheggiando la sua Caterina, la quale gli faceva buon viso e mostrava di vederlo molto volentieri. Era venuto il tempo licenzioso del carnevale, nel quale un dí essendo Lattanzio mascherato suso un bravissimo giannetto passò dinanzi a la casa de la donna, la quale alora era in porta, e quivi fermatosi e fattole segno chi fosse, si mise a ragionar con lei, e vi stette buona pezza sempre del suo amor ragionando. Ella se gli mostrò piú del solito graziosa, e