Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/130

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novella ix 127

motteggiò e scherzò con lui assai domesticamente, avendo di giá mezzo tra sé deliberato di prendersi Lattanzio per amante, ma voleva prima praticarlo e conoscer, se poteva, di che natura e costumi egli era. Lattanzio, parendogli aver trovata la donna molto domestica e piacevole, dopo averla infinitamente supplicata che di lui avesse pietá e gli comandasse, ché lo trovarebbe prontissimo ad ogni suo servigio, se le raccomandò umilmente e si partí. La donna, come egli si fu partito, se n’andò in camera, e pensando a l’amore di messer Lattanzio e a le affettuose preghiere che egli fatte le aveva, cominciò alquanto piú del solito de l’amor di lui ad infiammarsi. Era il marito de la donna molto fastidioso in casa, e quantunque lasciasse che ella andasse ove si volesse e che pomposamente vestisse, nondimeno spesso le diceva villania. Oltr’a questo, egli era forte innamorato, ne la contrada di san Rafaele, per riscontro a la chiesa maggiore, d’una bella giovane, che teneva cuffie, balzi, cordelle, gorgiere ed altri ornamenti da donna da vendere. Il che la donna aveva inteso da una sua commare. Per il che divenutane fieramente sdegnata, deliberava render il contracambio al suo marito. Onde, parendole che Lattanzio fosse a proposito, gli faceva di giorno in giorno meglior viso. Di che l’amante si teneva per sodisfatto assai. La commare, che de l’amore del marito aveva avvertita la donna, era d’albergo assai vicina a quella e non aveva in casa altra famiglia che un picciolo figliuolo di dui anni ed una fanticella. Perseverando adunque Lattanzio in vagheggiar Caterina ed avendole piú volte sopra le feste parlato, ella un dí che il marito era a desinare altrove, fece chiamar la sua commare e volle che seco desinasse come molte fiate era solita di fare. Poi che si fu desinato e che le maschere cominciarono per la contrada a passare, Caterina con la compagna si mise a una finestra a ragionare. Non erano dimorate quivi molto, che passarono molte maschere, con una de le quali ragionando passò Lattanzio suso una mula, ma senza maschera, il quale veggendo la sua donna a la finestra le fece onestamente con la berretta in mano riverenza. Come egli fu passato, cosí subito disse Caterina: — Commare, conoscete voi quel giovine che passa parlando con quella