Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/212

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novella xvii 209

IL BANDELLO

al molto magnifico e vertuoso

messer

paris ceresaro


Erano andati il signor Pirro Gonzaga di Gazuolo ed il signor Alessandro figliuol del signor Giovanni Gonzaga, con molti gentiluomini, a Diporto al palagio amenissimo, per fare che a la presenza di madama Isabella da Este, marchesana di Mantova, si facesse una pace tra dui valenti soldati. Era del mese di luglio, e giá cominciati i giorni de la canicola abbrusciavano di caldo grandissimo l’aria, né si vedeva che spirasse vento alcuno, o che pur un poco d’òra movesse una minima foglia su gli arbori. Il perché essendosi madonna subito dopo desinare ritratta di sopra, disse il signor Pirro a la compagnia: — Signori miei, poi che madonna non v’è, io sarei di parere che andassimo tutti di brigata a goderci il fresco de la loggia del giardino e quivi passar il tempo, fin che madonna discenda a basso. — Piacque a tutti il parlar del signor Pirro, ed entrati sotto la loggia tutti s’assisero e cominciarono tra loro di varie cose a ragionare secondo che loro piú aggradiva. Non guari stette che sovragiunse messer Alessandro Baesio, compagno d’onore di madama, il quale veniva da San Sebastiano. Salutò egli tutta la compagnia e fu da tutti lietamente ricevuto, perciò che era persona allegra e molto piacevole. S’assise adunque con gli altri, e come fu assiso disse: — Signori, in questa medesima ora è stato affermato al nostro signor marchese trovarsi in questa sua cittá di Mantova una gentil donna di molto onorevol parentado, la quale in pochissimo spazio di tempo s’è amorosamente