Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/319

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316 parte prima

si vedeno ancóra le vestigie de le fosse vecchie e d’alcuni ponti. Mi mostrò anco esso Enrico il privilegio autentico d’Ottone, primo di questo nome imperadore, ove egli, essendo a Pavia, prese per moglie Aluida, che era nel primo matrimonio stata consorte di Lotario re d’Italia. In esso privilegio si vede come Ottone a la famiglia Bandella sovra le sei bande de l’insegna loro donò l’aquila, ed oltra a questo gli fece signori di questa terra di Sale e di Caselle, la qual signoria pacificamente mantennero fin che furono le guerre civili tra i Vesconti e quelli de la Torre. E per esser una madonna Agnese Bandella maritata in messer Bernardo da la Torre, seguitarono alora i Bandelli la parte dei Turriani, ed essendo essi Turriani da’ Vesconti cacciati del dominio de la Lombardia, furono anco i Bandelli privati de la signoria de le lor terre, né mai quella ricuperarono. Non è ancor molto che frate Girolamo Beladuccio de l’ordine minore, maestro in sacra teologia, essendo io in san Francesco, mi condusse nel giardino del monastero e poi a la sua camera. Quivi, avendo egli le chiavi degli archivi del convento, mi fece veder un instrumento scritto in carta pecora, fatto quell’anno a punto che san Francesco fu canonizzato, nel quale si contiene come sette gentiluomini Bandelli, lá dentro nominatamente espressi, domini e condomini di Castelnuovo, Sale e Caselle, de la piena autoritá e possanza loro donarono a frate Ruffino, stato compagno di san Francesco, tutto il terreno ove oggidí è posta la chiesa e il convento d’essi frati minori, e di piú li donarono otto mila libbre d’imperiali per edificar il monastero. Piacquemi molto aver vedute queste antichitá, e di giá ne ho parlato con Enrico Bandello e mostratogli il modo che deve tenere a ricuperar il detto instrumento. Questo tanto ve ne ho voluto dire per i parlamenti che stati sono tra voi de l’antichitá di questa terra e de le famiglie di quella, con animo di narrarvi un’amorosa novella che in questa nostra patria avvenne nel tempo che s’edificava, parendomi che questa ora del giorno debbia esser dispensata in ragionamenti piacevoli e non in disputazioni. La novella io giá vidi in un antichissimo libro scritto a mano ove erano molte cose de le antichitá de la nostra terra, ed il libro