Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/320

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novella xxiii 317

era de l’eccellente dottor di leggi che tutti conosciuto abbiamo, messer Gasparo Grasso. Dico adunque che, nel principio de l’edificazione de la terra nostra, essendo stati i circonvicini campi distribuiti ai soldati veterani che dei romani ed ostrogoti vi si trovarono, fu tra gli altri di nazion gota un Velamiro, uomo molto stimato e de la persona prode, il quale, avendo lungamente sotto Teodorico militato e sempre portatosi bene, meritò che ne la divisione agraria fosse preferito agli altri, di modo che si trovava molto ricco. Venendo costui a morte, lasciò di tutti i suoi beni erede un suo unico figliuolo che Bandelchil era nomato, dal quale la famiglia dei Bandelli ebbe il suo principio. Era Bandelchil giovine ne la nazione sua nobilissimo, e perché il padre oltra le possessioni gli aveva lasciato molti danari e spoglie grandissime che per tutta Italia aveva guadagnato, spendeva egli largamente ed a’ goti poveri nei loro bisogni molto spesso provedeva. Il perché generalmente era amato e riverito e quasi capo de la nazion sua. Avvenne che, veggendo egli un giorno una giovane di quindici in sedeci anni, la quale era oltra misura bella, di lei si fieramente s’innamorò e tanto agli occhi suoi piacque, che non sapeva da tal vista levarsi e, non se ne accorgendo, a poco a poco si fattamente vinto dal piacer di mirarla si senti, da le bellezze di quella preso, che ad altro non poteva né sapeva rivolger l’animo. Erano tutti in chiesa quando ei la vide. Partita che fu la bella fanciulla, rimase Bandelchil pieno di vari pensieri, non avendo mai piú per innanzi provato questa dolce passione d’amore. Se n’andò a casa ed entrato in camera tutto solo, cominciò a pensare a le bellezze de la veduta fanciulla le quali stimava piú tosto divine che umane, e si sovrapreso da infinito piacere si sentiva pensando a quelle, che ogn’altro pensiero gli era di mente uscito. Passava di gran pezza l’ora del desinare, quando veggendo quei di casa che il padron di camera non usciva, non sapevano che farsi. Pur uno di loro, entrato dentro, gli fece intendere l’ora del desinare esser passata e le vivande guastarsi. Se n’uscí Bandelchil e, data l’acqua a le mani, si mise a tavola. Ma che? Egli era si profondato nei suoi pensieri amorosi che niente o ben poco mangiò. Era suo costume