Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/39

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36 parte prima

doti, e a’ suoi parenti ed amici lasciato quel che conveniente gli parve, al re lasciò gran somma di gioielli preciosissimi; a Cirro, figliuolo del re e suo genero, oltre buona quantitá di danari, legò tutte le sue armi cosí da offesa come da diffesa, con tutti gli stromenti bellici e quanti cavalli aveva. Ultimamente ordinò che, se la moglie che poteva esser gravida partoriva un maschio, il figliuolo che nascerebbe fosse suo erede universale; se femina partorisse, che fosse a par de l’altre due figliuole dotata, e il rimanente fra lor tre sorelle si dividesse con ugual parte. Provide anco che tutti i suoi servidori fossero secondo il grado loro guiderdonati. Il che, il giorno innanzi ch’egli devesse essere ucciso, publicato, secondo il costume di Persia, fu generalmente da tutti giudicato che il piú liberal uomo e magnanimo mai non era stato in quel paese, né forse nei circonvicini. E se non erano alcuni invidiosi che appo il re sempre avevano cercato di rovinarlo, tutti gli altri mostravano gran dispiacere che egli a tal modo devesse morire. Ora non era a chiunque si fosse lecito, quando simil giudici si facevano, supplicar il re per la vita del condannato. Il perché, la moglie e le figliuole di Ariabarzane con li parenti ed amici vivevano in grandissimo cordoglio, ed altro giorno e notte non facevano che piagnere. Venuto l’ottavo giorno, ché tanto spazio di tempo ha il condannato a disporre le cose sue, fu fatto per comandamento del re nel mezzo de la piazza un tribunale coperto tutto di panni neri, e per riscontro a quello un altro che di porpora e di panni di seta si copre, ove il re, se vuole, in mezzo ai giudici sede, e letto il processo del reo di bocca sua comanda che la sentenza si essequisca, o se gli pare libera ed assolve il condannato. E non volendo il re esser presente al giudicio, il piú vecchio dei giudici, avuta la volontá del re, tosto essequisce il tutto. Il re, a cui nel vero doleva che cosí magnanimo uomo e tanto suo fidato e suo suocero e genero avesse cosí orribil fine, volle quella mattina esser presente al tutto, sí per veder la continenza d’Ariabarzane, come anco per trovar via al suo scampo. Fu adunque Ariabarzane dai sargenti de la giustizia condutto sovra il tribunale e quivi pomposamente vestito; poi la corona de l’alloro li fu posta sovra