Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/391

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388 parte prima

don Diego, avendo udita la crudelissima risposta de la sua signora, si lasciò a terra cader tramortito, al quale il suo compagno romito corse e pigliatolo in braccio lo dimenava come in simili accidenti si suole. Tutti gli altri erano a torno a Ginevra la bionda e le dicevano ciò che loro occorreva per pacificarla, ed ella se ne stava immobile come tra Tonde del mare un durissimo scoglio. Il signor Roderico, ripresa alquanto la lena e tra sé pensando ciò che far devesse, né potendo sofferire di veder il suo amico in cosí tormentoso affanno come lo vedeva, tuttavia sospirando disse a Ginevra la bionda: — Io fortemente di te mi meraviglio, né so come esser possa che in petto d’una giovanetta si fiera crudeltá alberghi. Egli mi pareva d’esser ora dinanzi a la mia donna e da lei udir si malvagia risposta come tu hai ultimamente data, di modo che mi parve che il core mi fosse di pungente coltello ferito, ed ancora mi pare che tuttavia mi sia da acutissimi spiedi trapunto. E perché da la mia, che è imaginaria, io misuro quella acerbissima pena che questo sfortunato don Diego ognora per te patisce, né so come non mora, ho deliberato te di fastidio levare, ed a lui dando una doglia levarlo di questa e di tutte l’altre, sperando che egli col tempo conoscerá che io ho fatto il suo profitto e che tutto il mondo me ne loderá. — Detto questo, ai suoi rivoltato disse: — Menate questa crudelissima giovane qui vicino, ove sia qualche altra grotta, e fatene quello strazio che ella merita; ed a ciò che le cose nostre-siano segrete svenate anco questa sua donzella ed il servidore. E cosí non resterá chi manifesti i casi nostri. — A questo crudel comandamento la giovane tutta smarrita diede un alto grido e la povera donzella e il servidore piangendo gridavano mercé. Fecero vista quei servidori del signor Roderico di voler essequire il comandamento del padrone, quando Ginevra la bionda senza piangere disse: — Compagni, io vi prego che a me sola diate la morte e non a questi miei; e tu, Roderico, perché fai morir questi che mai non ti offesero? — In questo, essendo don Diego in sé ritornato, accennò che tutti si fermassero e al signor Roderico rivolto disse: — Signor mio, se io mill’anni vivessi mai non potrei a tanto obligo quanto ti ho sodisfare,