Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, II.djvu/177

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174 PARTE PRIMA l’uomo s’abbatte ove si parli di condur un essercito contra ne¬ mici, accamparlo in luogo atto si per il vivere dei soldati come dei cavalli, levar le vettovaglie a l’oste contraria, levarle Tacque, assediare, passar monti, batter una fortezza e far simil altre spedizioni, è, dico, gran contentezza a saper non solamente dire — Facciamo cosi, — ma di più render quelle ragioni perché ciò si de’ fare che convincono gli animi degli ascoltanti. Il che tutto ’1 di avviene ove gli esserciti sono congregati. Onde molto meglio saperà il dotto divisare ciò che si maneggia e render le cagioni perché di tal modo si de’ operare e non altrimenti, che non saperà l’ignorante. E questa è la vera e perfetta scala di salire a la sommità de la fama ed acquistare quei fregi d’onore che ci dànno eterno nome. Né solamente ne l’arte de la milizia sono le lettere necessarie ed ornamento di tal mestieri, ma elle tutte Taltre arti di qual sorte si siano adornano, reg¬ gono, poliscono e fanno più perfette e riguardevoli. Pertanto deverebbero i padri che bramano nodrir i figliuoli con speranza che riescano in qual si voglia mestiero eccellenti, prima far loro apparar le buone lettere e poi lasciargli andar ad essercitarsi in quello che loro più aggrada, perciò che quel fanciullo sempre riuscirà in quell’arte molto meglio a la quale è da la sua natura disposto, che non farà se contra il suo naturai instinto è astretto a pigliarne una e seguitarla che non gli piaccia. Ma diamoci pur sempre a credere che le lettere siano proprio ornamento d’ogni arte e d’ogni età ed anco si può dire d’ogni sesso. Oh, se da prima quando i fanciulli cominciano andar a le scuole sapessero o gustassero pur un poco quanto di giovamento, quanto d’utile, quanto d’onore rechino le lettere a chi le appara, come averemmo questo secolo nostro onorato ed eccellente! Oh, con quanta diligenza, fatica ed amore attenderebbeno a farsi disci¬ plinati, con quanta cura dispensarebbero Tore a ciò che cosi preziosa cosa come è il tempo, che è irreparabile, non si spen¬ desse vanamente, non si gettasse via, non si consumasse in cose frivole e di nessuno momento! Ma la natura agli uomini si può dir esser sopramatrigna in questo, perciò che ai fanciulli ed anco ai giovini non ha dato tanto di giudicio che sappiano