Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/109

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io6 PARTE SECONDA Voi se in prosa scrivete, si vede in quella lo spirito del padre de l’eloquenza romana Cicerone, si bene lo imitate e rappre¬ sentate. Ma se col canto e certa legge di numeri i vostri mi¬ rabili concetti cantate, Febo con voi di pari canta e i numerosi numeri vi dona, né mai v’abbandona. Ora io sono entrato nel cupo mare de le vostre chiare lodi, ed essendo senza timone, vela e remi, meglio è che fuori n’esca che perdermi in quello. Vi ringrazio adunque e senza fine obligato mi vi confesso del piacere che ho preso in leggere i vostri poemi. E non avendo io cosa da ricambiarvi per mostrarmivi grato, vi mando e dono una novella da me pochi di sono scritta, la quale fu non è molto nel bellissimo ed ameno giardino di messer Tomaso Pagliaro e fratelli narrata da messer Giovanni Meraviglia, uomo, come devete sapere, che gran parte d’Italia ha trascorso e che tutte le guerre dei nostri tempi, distinte per annali, scrive. E per non tenervi più a bada, mi vi raccomando. State sano. NOVELLA LVIII Niccolò senese da la sua innamorata disprezzato per disperazione da se medesimo s’impicca. La meraviglia e stupor grande che in tutti voi, giovini nobi¬ lissimi, veggio per la morte di quel rimbambito veglio ed usu- raro che, per esser venuto il grano a picciolo prezzo e non averlo venduto quando era carissimo, s’è per se stesso sui suoi granai impiccato, mi fa sovvenire d’un caso altre volte ne' la città di Siena avvenuto, ben che in parte differente, perché il veglio per l’ingordigia del danaro è ito a casa di cento paia di diavoli, e quello di Siena per irregolato amore e soverchio appetito avvenne. Io volentieri l’accidente vi narrerò, perché so esserci alcuni di voi, e forse tutti, che ne l’amorosa pania séte irretiti e potrete da la mala sorte d’uno sfortunato amante far profitto a voi stessi. Io non vitupero già che un giovine apra il petto a le fiamme amo¬ rose, anzi lo lodo, perché chi in giovinezza non ama si vede poi ne la vecchiaia far le pazzie; ma vorrei che ciascuno in qual età si sia, quando ama — ché anco i vecchi possono amare —