Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/110

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NOVELLA LVIII I°7 che sapesse temperar i suoi sfrenati appetiti e non si lasciar trasportar a far le sconcie e sconvenevoli cose che molte volte si fanno. E chi avvisto non è al principio a non si lasciar ade¬ scare dal senso, si troverà tutto il di andar di mal in peggio, e al fine si accecato che non sarà poi padrone de le sue operazioni, ma come un buffalo si lascerà tirar per lo naso a le passioni e concupiscibili appetiti. Ma perché più commoveno gli essempi che le parole, io verrò a la narrazione de la mia novella, che di questa maniera occorse. Nel tempo che papa Pio secondo — che fu se¬ nese de la nobil famiglia dei Piccioluomini — celebrò il generai concilio di tutti i prelati ecclesiastici e prencipi cristiani per far il passaggio contra gli infedeli, si ritrovò in Siena un giovine d'ono¬ rata e antica famiglia chiamato Niccolò, il quale, dei beni de la fortuna abondevolmente ricco, menava una vita splendida e ma¬ gnifica. Ora egli, incontratosi un giorno in una bellissima giovane, figliuola d’un povero uomo che era muratore e con l’arte sua la vita si guadagnava, di lei oltra ogni credenza s’innamorò, e si a dentro nel core gli penetrarono le fiamme amorose che egli in poco di tempo si conobbe non esser più suo, ma tutto dipender da l’amata giovane. Il perché spiato ove era di quella la stanza, ancor che a l’abito e ai panni povera l’avesse giudicata, nondi¬ meno, poi che intese quella esser poverissima e che filando lana la sua vita reggeva, molto si trovò di mala voglia e mille volte biasimò la natura che cosi bassamente l’avesse fatta nascere. E quasi vergognandosi che ad amarla si fosse messo, volentieri, se potuto avesse, si sarebbe da simil impresa ritratto. Ma il ma¬ nigoldo d’Amore l’aveva in modo concio che '1 povero amante più non poteva di se stesso a sua voglia disporre, ma a mal grado suo gli conveniva la veduta giovanetta amare e le pedate di quella di continovo seguitare. Onde sapendo ove era l’albergo del padre di lei, per quella strada due e tre volte passando, non dico la settimana ma ogni giorno, vedeva quella che filando lana in compagnia d’alcune altre povere donne dimorava, e quanto più spesso la vedeva più sentiva accendersi e crescer il desio tanto più di vederla. Sentendosi adunque fieramente struggere e non potendo da la giovane aver una guardatura, si trovava il più