Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/126

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


NOVELLA 1 123 onorata compagnia la narro, perciò che a proposito mi pare di quella materia di cui si ragiona. Era in Arimini un giovine nobile ed assai ricco, chiamato Pandolfo del Nero, il quale una gentildonna di quella città si fieramente amava che senza la vista di lei non sapeva un'ora starsi. Ella, che Francesca aveva nome, era d’un gentiluomo ricco, ma più attempato che ella non averebbe voluto, moglie. Il perché essendo di continovo da messi, lettere ed ambasciate di Pandolfo molestata, e parendole che il marito spesso la metteva in appetito di mangiare e poi non era potente darle conveniente cibo come in letto si suol mani¬ care, cominciò a prestargli orecchi. Né troppo stette che, pia¬ cendole assai il giovine, ella, che ancora venti anni non pas¬ sava, col mezzo d’una sua fante con Pandolfo si ritrovò. Egli, che prima amava, dopo l'aver gustato i dolci abbracciamenti de la sua Francesca tutto ardeva. Medesimamente ella, avendo gustato i saporiti cibi di Pandolfo, non sapeva senza lui vivere, biasimando mille volte l’ora chi l’aveva ad un vecchio maritata. Amandosi adunque l'un l’altro senza misura, Pandolfo si met¬ teva assai spesso a periglio de la morte per goder la sua amante, la quale non perdeva mai occasione di ritrovarsi con lui, nulla stimando la vita pur che col suo Pandolfo si potesse ritrovare. Perseverarono circa dui anni godendosi insieme ogni volta che potevano, e di continovo pareva che il lor amore più s'accen¬ desse e divenisse maggiore. Ora avvenne che la Francesca gra¬ vemente infermò e in poco di tempo, avendo un frusso fastidio¬ sissimo, peggiorò di maniera che i medici giudicarono che ella non poteva molto vivere e che in un subito, parlando, si mori¬ rebbe. Il povero vecchio del marito, che sommamente l'amava, non lasciò cosa a lui possibile per sanarla che egli non facesse. Mandò a Bologna per medici eccellenti, non risparmiando in conto alcuno lo spendere; ma il tutto era indarno. Ella di giorno in giorno andava di mal in peggio e si consumava come la neve al sole. Pandolfo, poi che intese il mortai periglio ove la sua donna si trovava, fu per morir di doglia e non sapeva ove dar del capo, tenendo per fermo che se ella fosse morta egli averebbe la vita avuta in odio. Ebbe modo per via de la fante,