Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/150

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NOVELLA IV 147 bandito e fu dal suo bando assolto e a Vinegia se ne ritornò. Ma per questo dal giocare punto non si distolse, anzi quanto aver poteva tanto giocava, di modo che dove le mani su le robe de la casa poteva mettere, niente era sicuro. Ne la bottega anco de la speziarla spesso mancavano molte cose. Il padre, dolente oltra modo del giocar del figliuolo, deliberò con dargli moglie veder se poteva dal giuoco levarlo; ma questo fu indarno, perciò che Pietro seguiva pur il suo ordinario del gioco. Onde di già avendolo infinite volte ripreso e venutone seco a varie e male parole, veggendo che nulla giovava il gridar con lui e rammaricarsi di questo abominevole suo vizio, deliberò di levar¬ selo di casa. E cosi, come volgarmente si dice, lo emancippò e gli assegnò la sua parte del patrimonio e lo lasciò in sua libertà, a ciò vivesse a suo appetito, sperando che devendo attender al governo de la sua casa e proveder ai bisogni de la moglie e di se stesso, lasciasse il giocare e divenisse altr'uomo da quello che solito era d’essere. Ma egli è troppo mala cosa Tesser avvezzo ad una pessima ed invecchiata consuetudine, perciò che l’abito fatto in una viziosa usanza penso che, per quanto ne ho udito dire, non si possa se non con dil'ficultà grandissima e fatica inestimabile lasciare. Indi a la giornata Pietro andava di mal in peggio, giocando tuttavia più che mai, ora una cosa di casa vendendo ed ora un’altra, con perpetuo rammarico e rimbrottamento di sua moglie. Aveva Pietro una sua zia, sorella di sua madre, che essendo rimasa vedova era d’oneste facilità assai agiata e si ritrovava qualche somma di danari contanti. Ella amava molto Pietro e spesso l’aveva sov¬ venuto di danari, ora venti ora trenta ducati donandogli. Ma poi intendendo come egli teneva la moglie in gran disagi e che quanto aveva il tutto ad una barattaria si giocava e per¬ deva, ella, trovatasi mal contenta, deliberò di non gli dar più danari. Onde ricorrendo a lei Pietro per soccorso, ella agra¬ mente lo ripigliò, con acerbe parole castigandolo, e in fine gli conchiuse che da lei non ¡sperasse più d’aver un marchette se non cangiava vita e costumi. Nondimeno prima che partisse, egli seppe tanto cicalare e prometter a la zia di non giocar più,