Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/162

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NOVELLA V '59 publicamente far alcune gride: che fosse lecito a le mogli dei ban¬ diti, con i figliuoli e robe che condurre si potessero, andar a tro¬ vare i mariti. Questo proclama fu da tutte le donne, i cui mariti erano fuorusciti, con piacer grandissimo inteso; e secondo che la fama risuona, si ritrovarono esser almeno seicento. E per darle più ferma speranza de la partita, ordinò il perfido tiranno che tutte di brigata il tal giorno partissero. In quel mezzo apparecchiarono le liete donne tutto ciò che portar volevano, proveggendosi di cavalcature e di carrette. Venuto il segnalato di per levarsi de la città, tutte ad una porta loro determinata cominciarono a ridursi. Chi veniva con i piccioli figliuoli a mano e in capo portava alcune sue robe, chi a cavallo e chi sovra carri con le robe e figliuoletti si vedevano affrettarsi, secondo che povere e ricche si trovavano. Ora essendo ogni cosa ad ordine e già aperta la porta de la città, cominciarono ad uscir fuori. Non erano a pena le buone donne de la terra uscite, quando i satelliti e sergenti del tiranno sovravennero e, non avendo ancora giunto ove le donne caminavano, cominciarono ad alta voce a gridare che si fer¬ massero e non fossero ardite di passar più innanzi, anzi che senza dimora tornassero dentro. Quivi facendo furiosamente ri¬ voltar le carra e con acutissimi stimoli pungendo e cacciando i buoi e giumenti, di modo gli raggiravano ed agitavano che a le misere donne non era lecito né andar innanzi né tornar indietro, di sorte che molte cadevano con i piccioli loro figliuoli in terra e restavano miseramente da le bestie e da le rote conquassate, tutte peste, ed assai morte. E quello che era miserabile a ve¬ dere, che non si potevano insieme aitare l’una e l’altra, e meno soccorrere ai pargoletti figliuoli. Da l’altra banda quei ribaldi ser¬ genti con bastoni e sferze, fieramente cacciandole verso la città, le percotevano e flagellavano, sforzandole ad entrar dentro. Ne morirono alcune in tanta calca e molte restarono sciancate, ma dei fanciulli e fanciulle assai più perirono e furono guastati. E cosi fu tutto il restante incarcerato. Le robe che seco recavano, tutte ebbe il tiranno. Questo immane e scelesto misfatto infini¬ tamente fu grave e molesto agli eliensi ; onde le donne sacrate a Bacco, adornate de le lor vestimenta sacerdotali e portando