Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/201

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198 PARTE TERZA lessi che trovai quando Scotto disputò con san Tomaso. Lessi il tutto con sommissima diligenza a parola per parola, e trovai tutto il contrario di ciò che il zoccolante v’ha predicato. Che in vero pur assai mi meraviglio come egli abbia avuto ardire di predicar si manifesta bugia in questa vostra magnifica città; ed a ciò che voi sappiate come fu fatto quel conflitto disputa- torio, ascoltatemi, ché io precisamente vi dirò il tutto. Devete adunque sapere, faenzini miei, che essendo congregati i frati minori e i nostri ai capitoli generali a Roma, e disputando a la presenza del sommo pontefice e cardinali Scotto e san To¬ maso, che Scotto a le ragioni e autorità de la Sacra Scrittura, a le determinazioni dei concili generali ed a l’autorità di tanti solenni e santi dottori che san Tomaso gli allegò, non seppe mai risponder cosa che valesse. E poi che Scotto confuso si taceva, volle il papa che altri frati minori si facessero innanzi. Ma chi sarebbe stato oso, ove Scotto non era bastante a rispon¬ dere, di farsi innanzi? Il perché il papa fece loro intendere che, al primo concistoro che faria, voleva publicar una bolla in fa¬ vore de l’ordine predicatore. Non potendo i minori comportar questo, fecero circa trecento d’essi una congiura d’ammazzar il papa, il quale non ¡stava con tanta guardia come oggidì si fa. Entrarono per questo una notte con silenzio in palazzo e giun¬ sero a la camera papale senza esser sentiti. E volendo con suoi contrafatti ferri aprir l’uscio, furono sentiti, e cominciarono i camerieri a gridare; — Ladri, ladri! arme, arme! — Il papa per l’uscio di dietro si salvò in castello. Corsero molti al ro- more cosi soldati come altri, di modo che quei frati quasi tutti furono presi e confessarono che quivi erano iti per ammazzare il papa, onde furono sentenziati a le forche. Fu molto supplicato al papa che non volesse far quella vergogna a tanto ordine; il perché, mosso a pietà, se gli fece venire tutti innanzi e disse loro: — Io vi dono la vita, ma voglio che portiate cinta una fune, a ciò che cascando più in simile misfatto non bisogni cercar corde per impiccarvi. Non toccherete più danari, a ciò non possiate corrompere persona, ché mi pare impossibile che non abbiate corrotto alcuni de’ miei. Porterete anco i zoccoli del