Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/204

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IL BANDELLO

al signor

ELIA SARTIRANA

salute


Meravigliosa cosa esser suole lo stimolo de la vergogna, quando egli s’abbatte a trafiggere persona che il disonore tema, perciò che assai sovente si sono visti degli uomini che, caduti in qualche vituperoso errore, non hanno potuto sofferire la luce degli altri uomini e, da estrema doglia vinti, hanno per minor male eletta la morte. E questo assai piú di leggero avviene a le donne, per esser il sesso loro piú del nostro debole, e temendo elle ordinariamente piú la vergogna che gli uomini non fanno. Erano molti uomini da bene ne l’amenissimo giardino di messer Ambrogio... (■), patrizio milanese, uomo per lettere ed integritá di vita famoso; e ragionavano d’un povero giovine che in quei di s’era, non so perché, in Porta orientale impiccato. E di tal materia ragionandosi, il nostro dottissimo messer Antonio Tanzio disse una novelletta nel regno di Napoli accaduta, la quale io ho scritta e a voi donata, a ciò che possiate conoscere che di voi mi sovviene. Essendo poi stata detta nel giardino bellissimo di messer Ambrogio vostro cognato, non essendo egli alora in casa, vi piacerá essa novella communicarli, si perché molto m’ama, come anco che per esser uomo di buone lettere e tanto umano quanto altro che in Milano io conosca, so che averá piacere di vederla, non perché ci sia cosa del suo bell’ingegno, ma perché è da me scritta. State sano. (i) I puntini sospensivi si riferiscono al cognome di questo messer Ambrogio, dal Bandello o dal suo tipografo saltato via. Non ho ancora potuto identificare con sicurezza chi egli sia: spero di riempire la lacuna nella Nota [Ed.].