Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/222

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NOVELLA XVI 219 messosi appresso di lui, attendeva a confortarlo; e restando tal¬ volta soli, gli rinfrescava una sponga che Bigolino piena di sangue teneva in bocca, che fatta a posta aveva per far la beffa. Venuto il medico e visto il sa'ngue e guardato l’infermo in viso, che con certi profumi s’era di modo fatto livido che aveva color di morto, non essendo dei più esperti del mondo, giudicò che il povero uomo fosse tutto dal cavallo pesto e che non avesse vena a dosso che non fosse rotta, e disse che Bi¬ golino era in periglio di morire. Non ¡stette guari che pareva che il povero Bigolino cominciasse ad aprir gli occhi ed alquanto a rispirare; il perché alora fu fatto chiamare uno sacerdote che lo confessasse. Ma da Bigolino altro non puoté avere se non certi cenni che mostravano che egli fosse dei suoi peccati mal¬ contento. Aveva ordinato il medico castraporci certe unzioni, le quali il compagno di Bigolino diceva aver fatte. Venuta la notte, egli mostrò voler attendere a l’infermo. Era sul principio de la notte venuto monsignor lo vescovo a veder Bigolino e gli aveva dette le migliori e più amorevoli parole del mondo, che in vero molto gli doleva de la perdita del suo giocolatore. Volendo il vescovo partire, Bigolino fece con le mani un certo cenno che pareva che volesse dire qualche cosa. Il vescovo amorevolmente se gli accostò dicendo: — Bigolino mio, fa’ buon animo, ché Iddio ti aiuterà. Vuoi tu nulla da me? — Il catti¬ vello accennava che si. L’amico e compagno di Bigolino teneva anch’egli detto che cosa voleva, ché monsignor era per far ogni cosa. Tanto accennò e tanti atti fece il buffone, che il suo com¬ pagno disse: — Monsignore, egli mi par che questo poveretto voglia il suo giuppone. Che vorrà egli fare? Io credo che la morte lo cacci. — Fu recato il giuppone a Bigolino, il quale, come l’ebbe in mano, accennò al vescovo che lo pigliasse e con la mano gli mostrava che in certo luogo guardasse d’esso giuppone. Il vescovo lo pigliò, e volendo discucire quella parte che Bigolino gli aveva mostrata, egli fe’, a la meglio che puoté, cenno che via se lo portasse. Monsignore, volendo vedere che cosa fosse questa, se n’andò col giuppone a la sua camera e tutto solo, preso un coltello, apri quella parte del giuppone che