Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/226

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


IL BANDELLO

a la molto vertuosa e gentile eroina

la signora

margarita pelletta e tizzona

contessa di Deciana


I vostri bellissimi madrigali che mandati m’avete per mano del signor conte Ercole Roscone, fatti da voi in lode de la meravigliosa ed incredibile bellezza e de l’altre divine doti de la non mai a pieno lodata eroina, la signora Giulia Gonzaga e Colonna, ho io cosí volentieri ricevuti e letti, come cosa che mi fosse potuta venir a le mani in questi giorni. Gli ho, dico, con mio inestimabil piacere letti e riletti piú e piú volte, si perché sono parti del vostro sublime ingegno, ch’io onoro, riverisco ed insiememente ammiro come cosa rara del secolo nostro, per le rare doti che in voi come fiammeggianti stelle risplendono in ogni azione vostra, e si anco perché sono belli, candidi, dolci, eleganti e molto tersi e pieni d’una soave facondia nativa e pura, senza veruna affettazione. Mi sono oltra ciò stati non mezzanamente cari, perché parlano di quella eccellente signora, che oggidí con l’ali de la chiara fama tanto in alto vola e si famosa per ogni clima si dimostra, che tutti gli elevati ingegni de la nostra etá, che alquanto abbiano poste e bagnate le labra nel fonte pegaseo, vi s’affaticano a celebrarla, non per accrescerle alcuna loda o agumentar i veri onori di lei, i quali non possono per gli altrui scritti, quantunque dotti ed artificiosissimi, piú crescere di quello che sono, né per biasimo de’ malevoli sminuirsi; ma perché gli scritti loro e poemi dal nome di quella, che sempre è glorioso, ricevano pregio e gloria. Io ho essi madrigali, si come per vostre lettere m’imponeste, mandati a Fondi, e gli ho dati ad un fidato messo del signor Cesare