Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/228

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NOVELLA XVII vi. dico che in questi ardentissimi caldi che fuor di misura in questi giorni canicolari qui in Milano regnano, io ho messo da canto tutti i miei più gravi studi ; e se pur leggo o scrivo cosa alcuna, ciò che faccio è studio di poca cura, ove non mi bisogni silogizzando farneticare e straccare la 'mia debole e di gran cose mal capace fantasia. Onde sovvenutomi dei molti piacevoli e cari ragionamenti che questo aprile e maggio passati avemmo a le vostre castella di Deciana e nel Monferrato a Ponzano e altri vostri luoghi, ove assai volte si disse de le beffe che le donne agli uomini fanno, mi ricordai de la novella che il nostro dotto messer Giacinto Arpino ci narrò, volendo mostrare che ancora talvolta gli uomini rendono a le donne pane per ¡schiac¬ ciata. E parendomi assai bella e tale che a molti poteva esser di profitto, l’ho in questi caldi scritta e ve la mando e al nome vostro consacro. Quando adunque non vi rincrescerà, potrete leggerla e prenderla per alleggiamento dei vostri studi. Oh, ve¬ ramente felice questa nostra età! Ché se l’antica ebbe una Saffo, questa nostra si può gloriare averne due, cioè la dotta, copiosa e leggiadra vostra zia, la signora Camilla Scarampa, e voi sua onorata nipote. Ma di più sarà lodata l’età nostra, perciò che l’antica Saffo non è più dotta di voi due, e voi due séte più oneste e caste di lei pur assai. State sana. NOVELLA XVII 11 signor Filiberto s’innamora di madonna Zilia che per un bacio Io fa star lungo tempo mutolo, e la vendetta ch’egli altamente ne prese. In Moncalieri, castello non molto lontano da Turino, fu una vedova chiamata madonna Zilia Duca, a cui poco innanzi era morto il marito, ed ella era giovane di ventiquattro anni, assai bella, ma di costumi ruvidi e che più tosto tenevano del con¬ tadinesco che del civile. Onde avendo deliberato di più non ma¬ ritarsi, attendeva a far de la roba ad un figliuoletto che aveva, senza più, che era di tre in quattro anni. Viveva in casa non da gentildonna par sua ma da povera femina, e faceva tutti gli uffici vili di casa per risparmiare e tener meno fantesche che M. Bandello, Novelle. ■5