Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/261

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PARTE TERZA perciò che al carrattiero de la detta signora in quei di con maschere in forma di demòni fu fatta una beffa che molto fece rider la brigata, e fu cagione che messer Girolamo narrasse questa, che io ora vi mando a ciò non possiate dire che io di voi non abbia più memoria. Ma chi sarebbe quello si smemorato, che avendo avuta la pratica vostra, Strascino mio soavissimo, si potesse i fatti vostri smenticare? Io per me, fin che viverò, sempre di voi e de le vostre piacevolissime feste sarò ricorde¬ vole. Ora in questa novella riderete voi d’una nuova beffa che fece per via di spiriti una donna a suo marito. E certamente sono pure alcune donne, che trovano di strane invenzioni per mandar i mariti in Cornovaglia e fargli varcare il mare senza barca. Ma venendo a la novella, altro non vi dico. State sano. NOVELLA XX Una solennissima beffa falla da una donna al marito, con molli accidenti, per via d’incantagioni. Se la beffa, valorosa signora mia, fatta al vostro carrattiero ha fatto rider tutta la brigata, non è meraviglia, perché di rado avviene che come veggiamo cascare chi si sia, pur che non si faccia male, non si rida, cosi anco qualunque volta si fa qual¬ che beffa, pare che l’uomo tener non si possa che non ne rida. Ma io ora non vi vo’ parlar di queste beffe ridicole e da scherzo, avendo per le mani una novella accaduta non è molto in questa nostra città di Milano, per la quale si conoscerà ciò che alcune donne sanno fare quando vien lor voglia di cavarsi un appetito. Fu adunque, per non vi tener più a bada, mandato da un pren- cipe d’Italia in questa città uno ambasciatore molto nobile e ricco, che aveva per moglie una bellissima giovane, nasciuta ne le prime ed onorate famiglie di questi paesi, a ciò che egli stesse appresso al duca come si costuma. Questi conoscendo che aveva a star fuor di casa qualche tempo, condusse la bella moglie a Milano ed ebbe per alloggiamento il palazzo appo San Gio¬ vanni in Conca, che fu la corte antica del signor Bernabove Vesconte, che, come sapete, è molto grande e capace d’ogni