Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/285

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282 PARTE TERZA subito mutamento, intese per buona via che il pittore era en¬ trato in possesso dei beni de la donna; del che egli, morendo di gelosia, ne fu per impazzire. E ritrovando un di il pittore, venne seco a le mani e gli diede due ferite su la testa e lo gettò in un canale, onde fu da Vinegia bandito. Per questo egli venne in Milano ove dimorò più d’un anno, né perciò si sapeva scordar la sua donna. Ed ogni volta che questo caso narrava, ché spesso lo diceva ed anco con la lira lo cantava, si vedeva chiaramente ch'egli n’era fieramente appassionato, come colui che la donna amava di buon core e che più che volentieri sa¬ rebbe ritornato in grazia seco. Io non so se mi dica male del pittore, che, essendosi Galeazzo di lui fidato, mai non gli de- veva far questo tratto. De la donna so bene io ciò che dire ne potrei, se io mi dilettassi di dir male de le donne; ma dirò che Galeazzo ebbe poco del prudente, perciò che nessuno fida il topo ne le branche del gatto.