Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/341

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33S PARTE TERZA che gli bisognasse prender il viatico del santo corpo di Cristo. Onde perciò che egli né pollacco né Ialino sapeva parlare, quando disse che non era dei suoi falli confessato, per fargli meglio intendere e capace di ciò che diceva, si percosse due e tre volte il petto in atto di contrizione. Il che veggendo il sacerdote, imaginò che egli dicesse sua colpa, come è costume in tal atto di fare, e che si preparasse a la recezione del santo sacramento. Indi, cominciata una sua diceria in pollacco e fatti mille segni di croce, prese in mano il Corpus Domini per darlo a l'infermo. Ma egli facendo tuttavia cenno che noi voleva prendere, teneva pur detto:—Messere, voi non m’intendete: nolo Corpus Domini.— Queste tre parole ialine intese dal sacerdote, gli diedero a credere che l’infermo fosse fuor di sé e vaneggiasse. Il signor Girolamo, che da fanciullo era sempre stato nodrito ne le arme e sola¬ mente sapeva leggere, non sapeva altrimenti parlar latino, e quelle tre parole gli erano di bocca uscite non so come. E non sapendo più chiaramente esprimere il suo concetto, si meravi¬ gliava meravigliosamente di questo caso e non sapeva imagi- narsi la cagione di quello. Mentre erano in questo conflitto, arrivò il servidore che aveva accennato al pollacco che voleva un’ostia, e visto questo apparato, s’avvisò che male era stato inteso. E fattosi innanzi e veduto quello che a la chiesa era ito, li fece segno che mal aveva appreso le parole sue. Poi, presa in mano la pasta de le pillole, voleva dar ad intendere al prete a che fine aveva richiesta l’ostia, e teneva detto al sacerdote che a la chiesa se ne ritornasse, perché suo padrone non era per communicarsi. Il prete, veggendo quella pasta di pillole e non intendendo che cosa si fosse, pensò che volessero fare qualche maleficio col sacramento e che il padrone e i servidori fossero grandissimi ribaldi. Il perché, con questa mala credenza, rivolto a quelli che lo avevano accompagnato, cominciò a dire mille mali de l'infermo e dei famigli: che erano malvagi uomini ed incantatori e che quello che in letto giaceva voleva morirsi come un cane. — Cacciategli — diceva egli — di casa, a ciò che Dio insieme con loro non vi faccia pericolare. — Erano già quasi mezzo mutinati quei pollacchi per fare un male scherzo a