Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/368

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NOVELLA XXXIX 365 acutissimi dardi nel core, non sapeva altro che risponderle se non che ella, per assicurarsi di quanto egli le diceva, gli coman¬ dasse tutto quello che più le era a grado e che da lui si potesse mandare ad essecuzione, assicurandola che tutto quello che uomo par suo far potesse, egli farebbe, o moriria ne l’impresa. Leonora, mossa da cotale leggerezza feminile, cosi gli disse: — Cavaliero, se tu vuoi che io creda che tu m'ami e che il tuo amore sia cosi fervente come tu dici, va’ e recami cinque teste di mori, che tu da uomo valente abbi a singular battaglia vinti ed uccisi; e alora io crederò esser da te sommamente amata. — Io non so ciò che di questa donna vi dica, in comandando cosi disonesta cosa e pe¬ rigliosa, e meno quello che io mi debbia pensare di don Giovanni, che ad ubidirla si dispose. Lascerò il giudicio a voi, signore e signori, che qui ora m’ascoltate. Avuto questo si fatto coman¬ damento, don Giovanni a la donna rispose: — Ed io molto vo¬ lentieri vi ubidirò. — Né volendo al fatto suo dar troppo indugio, dato ordine a’ fatti suoi, ordinando le cose sue di Spagna, trovate certe sue scuse che a passar in Affrica lo movevano, essendo alora tra i nostri re catolici e tra i mori litorali una gran tregua, ed il commerzio tra l’una e l’altra gente sicurissimo, con tre servidori, ben fornito di danari, passò lo stretto di Gibilterra e si mise a praticare per quelle terre e regni con i quali era la tregua. Stette colà poco più d’un anno e si bene seppe condurre i fatti suoi, che non solamente cinque volte, ma sette si con¬ dusse ne lo steccato e a singoiar combattimento ammazzò sette mori, i cui capi serbati, facendoli impir d'erbe a ciò appro¬ priate e di soavi odori, e di sale condire e confettare, con quelli a Medina di Campo, ove alora era la corte, rivarcato felicemente lo stretto, se ne rivenne. Quivi fece intendere a la sua nemica che egli era tornato, avendo molto più di quello, che ella com¬ messo gli aveva, essequito. Ed in fede del tutto mostrava lettere patenti di tutti i signori e governatori di quei luoghi, ove egli valentemente aveva combattuto. La donna, che forse credeva che don Giovanni mai più non devesse rivenire, udito quanto egli le mandava a dire, si trovava molto di mala voglia, paren¬ dole pure che il cavaliero da dovero l'amasse; né sapeva che s