Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/386

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IL BANDELLO

al reverendo

messer francesco tanzio cornigero

salute


Io soleva questi anni a dietro, come sapete, il tempo de la state andarmene in Valtellina e quivi a Morbegno, ma piú spesso a Caspano e ai bagni del Masino diportarmi, mentre che ’i caldi duravano, e godermi quei freschi che ordinariamente ci sono, perché da mezzo luglio io, che altrove le lenzuola non posso a dosso sofferire, a Caspano la notte una buona coperta teneva. In quella terra sono di molti gentiluomini, i quali, ancor che stiano su quell’alta montagna, vivono nondimeno molto civilmente con delicati cibi e vini preziosissimi. E ben che tutta la valle faccia ottimi vini, nondimeno la costa di Tragona, che è sotto Caspano, gli genera di tutta eccellenza. Quivi tutto il di si vedono grigioni e svizzeri, che vengono a comprare del vino. Ora essendo 10 con messer Giovanni Paravisino, dottore e dei primi gentiluomini del luogo, un giorno andato ai bagni del Masino per via di diporto, vi ritrovai molti gentiluomini milanesi e comaschi, tra i quali era il signor Gasparo Maino, che molto volentieri mi vide. Quivi per fuggir il sonno del merigge, che dicono quei medici esser pestifero a chi prende quei bagni, sogliono dopo desinare ridursi per la piú parte sotto una costa de la montagna, la quale è di modo alta che, passate tre o quattro ore del matino, 11 sole non la può con suoi raggi battere. Eglino ne la minutissima erbetta a sedere se ne stanno e in vari giuochi si trastullano. E mentre che di brigata si ragionava, sovravenne il dotto messer Benedetto Giovio, il quale, come fu dal signor Gasparo visto, fu da lui pregato che con qualche novella volesse