Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/407

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404 PARTE TERZA quantità di pesce. Ed essendovi dentro di molte persone, chi scalze, chi ignude e chi d'un modo e chi d'un altro, una donna, moglie del contestabile de la porta di Ombriano, era assisa sovra il muro del ponte e si pigliava meraviglioso piacere a metter mente a quelli che pescavano, veggendo talora il pesce sguizzar di mano ai pescatori, ed il romore che tra loro facevano. Ella era greca ed assai bella donna, ma tanto baldanzosa che più essere non poteva. Sovravenne in quella Anteo da Bologna, nostro capo di fantaria, che insieme con Babone stava a la guardia di Crema. Ella, come lo vide, appresso di sé lo chiamò e gli disse, ché assai comodamente parlava italiano: — Capitano Anteo, mirate colui che gran tincone ha preso. — Era non molto lunge da quello che il tincone aveva, un giovine di circa ventiquattro anni, che senza brache pescava e s’aveva tirata la camiscia sul collo, mostrando tutto il suo mobile di casa, avendo una gran masserizia, che fra le gambe sonava le campane a doppio. Anteo, che s'imaginò che la greca lo vedesse ma fin¬ gesse di non vederlo, le disse: — Madonna, il tincone che colui ha preso è certamente bello, ma io ve ne mostrerò uno che è molto più bello. — Ed ove è egli? — soggiunse la donna. — Ve¬ dete là — rispose Anteo — quel giovine che ha la camiscia rivolta su le spalle? Mirate, mirate che bravo tincone è quello che fra le coscie gli pende. Al corpo..., non vo’ dire, egli è meglio fornito che uomo del paese ! Io penso che sia venuto a divisioni con gli asini, ma che fosse il primo a pigliar su. Io so che ha un gran baccalaro. — La greca fece cotal vista di vergognarsi, ma con la coda de l’occhiolino lo mirava, e disse: — Voi, capitano Anteo, sempre séte su le burle. — Ed avendo ben notato il gio¬ vine, entrò in altri ragionamenti, con desiderio di volere, come poteva, provare se quel tincone era cosi saporito come in appa¬ renza dimostrava, ed un anno le pareva mille di venir a questo cimento. Avvenne non molto dopo che, non essendo il marito in casa, la greca si trovò in porta e il giovine dal tincone grosso le passò dinanzi. Come ella lo vide, tantosto il conobbe e gli disse: — Ove vai tu a quest’ora? — E’ poteva esser da merigge. — Io me ne vo — disse egli — fin qui di fuori a dir una parola