Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/410

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NOVELLA XLVI 407 che la cremasca apparata non aveva e non averia saputo altri- mente il suo concetto esplicare che con le semplici e naturali parole, disse il tutto, e tanto fece ridere il podestà e gli altri gen¬ tiluomini, che ancora ridono. La podestaressa e l’altre donne non risero cosi largamente, perché mostrarono per onestà aver ver¬ gogna, sentendo nominare cosi naturalmente le cose. Né bastando questo, volle il podestà che il buon compagno mostrasse il suo bel tincone, non pensando che quella medesima voglia poteva a madonna podestaressa venire che a la moglie greca del con¬ testabile era venuta, e ch'egli potrebbe poi cosi di leggero esser beffato come beffava altrui. In somma il contadino, che aveva bisogno di poca levatura, sentendo ciò che il podestà gli coman¬ dava, per téma di non esser bandito o andare in prigione, sfoderò gagliardamente a la presenza d'uomini e donne la sua squarcina, che fece meravigliare tutti gli uomini che quivi erano, vedendo si gran baccalaro, e fece nascer desiderio a molte de le donne di provare come ella ben tagliava. Le risa degli uo¬ mini furono grandi. Le donne si mettevano le mani agli occhi, ma tenevano i diti larghi l'uno da l'altro per meglio contem¬ plar l'armi del dio degli orti. Il podestà, ridendo tuttavia, disse: — A le vangele di san Marco, che la.¡ greca ha fatto molto bene, se s'è provista di cosi bel mescolo. — E su questo ciascuno diceva la sua. Madonna la podestaressa, ch'era donna di pelo rosso, ben compressa ed assai giovane, veggendo che il marito, che era uomo di più di sessanta anni, lodava la greca, disse tra sé: — Certo io provederò a' casi miei. Messere è vecchio e non mi tocca di tre mesi una volta. Costui supplirà, se io potrò. — Onde seppe col mezzo di certa buona donna si ben fare, che ella entrò in possesso del tincone, ed ancor che, meno che discre¬ tamente col contadino domesticandosi, fosse cagione che per Crema se ne parlasse, nondimeno nessuno ardi mai farne motto al podestà; ed ella, trovando nel tincone buon pasto, ogni volta che poteva se ne empiva il corpo. Il podestà, come vedeva il contestabile, gli era sempre dietro a morderlo de la moglie che aveva preso il tincone. Tutti quelli che l'udivano, più di lui che del contestabile ridevano, sapendo come il fatto andava. Avvenne