Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/428

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NOVELLA XLIX 425 poi in chiesa domandato, rispondesse, e che gridasse: — Pace, pace! — Marcone, due e tre volte in camera del padre essendo interrogato che cosa voleva, rispondeva gridando: — Pace, pace! — Venuta la domenica, montato il predicatore in pergamo, fece una bellissima predicazione de la pace, dimostrando come ella ne unisce a Dio e di quanti altri beni ella è cagione, e che ciascuno la deve desiare. E qui entrato in un gran fervore e dicendo che fin ai pazzi desiderano la pace, si voltò a Mar¬ cone, ch'era innanzi al pergamo, e disse: — E tu, Marcone, che vuoi, che desideri, figliuolo? Che Dio ti benedica! di' liberamente ciò che tu desideri. — Marcone, che non aveva cervello per una lumaca e di mente gli era uscito ciò che imparato aveva, e forse era da qualche appetito stimolato, gridò ad alta voce: — Mes¬ sere, io vorrei metter il diavolo ne l’inferno. — Ma lo disse senza chiosa né velamento, a la spiegata, parlando naturalmente. Il che mosse tutto il popolo a ridere, e fu necessario che il buon frate di pergamo senza far frutto smontasse ed imparasse un’altra volta a non far fondamento su parole di paz