Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/438

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NOVELLA LI 435 l’uscio de la casa ed ella sola con il tedesco in quella, si pose seco a motteggiare e dargli impaccio. 11 domandò poi se mai aveva avuta nessuna innamorata e fatto buon tempo con quella. Ma Guglielmo, non intendendo ciò che questo si volesse dire, rideva dicendo: — Madonna, in buona fé, io non so che cosa sia innamorata. Se me l’insegnarete, io vederò se è cosa buona. — La donna non ardiva apertamente invitarlo, ma gli faceva ca¬ rezze, gli tirava i capegli, il naso, il pizzicava e con tutte due !e mani gli prendeva le guancie e fingeva volerlo morsicare, e mille altre cosette seco faceva. Ma il tedescone ubriaco se ne stava come un bue. Del che Catarina, che tutta era infiammata per il concupiscibile appetito che in lei fieramente era destato e più raffrenar non lo poteva, deliberò con inganno far il caso suo e per ogni modo provare ciò che Guglielmo nel fatto de le donne sapesse fare. Sedeva a caso esso tedesco vicino al fuoco, ove, o fosse per lo caldo de la stagione o del vino o del fuoco, o pure perché la donna seco scherzato avesse, erasigli svegliato tale che dormiva, e giù per le coscie stava a pen¬ dolonè un gran baccalare, che faceva come il battaglio quando suona la campana. Questo veggendo la donna, fece vista di cercar una cintola e a lui domandò se veduta l’aveva. Rispon¬ dendo egli che no: —Vedi — disse ella, — non mi dir bugie, imperciò che, se tu l’averai involata, io ti metterò in prigione. — Mentre che ella fingeva di cercarla, non rivolgeva già mai l'oc¬ chio dal pendolonè, che tra le gambe di Guglielmo trescava. Ed a quello avvicinatasi, avendo la cintola ascosa in mano, con quella prese il lusignuolo e disse: — Ecco, ecco il ladrone, che m’ha la mia cintola rubata. — Madonna — disse alora Gu¬ glielmo, — io non ho mai sentito né cosa veruna ne so. — Taci, taci — rispose Catarina, — ché io l’ho còlto e voglio che faccia la penitenza, il ribaldone. — Fate ciò che vi pare, ma¬ donna — disse Guglielmo, — pur che non me lo tagliate via per impiccarlo come si fa ai ladri, perché io non potrei poscia pisciare. — Non puoté fare la donna che non ridesse de la scioc¬ chezza del suo drudo, e lo racchetò dicendo: — Io non voglio fargli altro male se non metterlo in prigione, e quivi ce lo