Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/83

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So PARTK SECONDA cose e da lei e dagli altri, ella pregò messer Niccolò Amanio che volesse con qualche novella aiutare a passar allegramente quel tempo che del caldo avanzava. L’Amanio si scusò pur assai; nondimeno veggendo che la signora Ippolita non accettava le sue scusazioni, ci narrò la novella d’Antioco e di Stratonica: la quale, essendo stata da me scritta, m’ho pensato, essendo tanto che nulla v’ho scritto, di mandarvi e sotto il vostro nome metterla fuori. Voi la vostra mercé so che volentieri leggete le cose mie, ed il medesimo anco fa la vertuosa vostra cognata, la signora Graziosa Pia; però quando l’averete letta, mi farete grazia di far di modo che essa signora Graziosa la possa vedere. State tutte due sane. NOVELLA LV Seleuco re de l’Asia dona la moglie sua al figliuolo che n'era innamorato e fu scoperto dal fisico gentile con ingegnosa invenzione. Poi che io ogni cosa m'averei creduto oggi di fare se non se questa di dire in cosi onorata compagnia alcuna novella, per ubidire a chi mi comanda, io farò come fa il gentiluomo a cui la sera a l’improviso viene qualche caro amico a casa per cenar seco, che, sapendo che al macello carne non si truova né su la piazza è salvaticume da vendere, con i polli di casa e con la carne salata si sforza il suo amico onorare. Io non so ora ove provedermi di novella se non ricorro a l’istorie che tutto '1 di si tengono in mano, onde una ne vo' dire, de la quale il nostro coltissimo Petrarca nel Trionfo d’Amore fa men¬ zione. Il perché vi degnarete, perdonandomi, avermi per ¡scusato se cosa nuova non vi dico, perciò che di ciò che aver mi truovo vi metto innanzi. Ma per non tenervi a bada, dico che Seleuco re di Babilonia, uomo che in molte battaglie s'era gloriosamente affaticato, fu tra i successori d'Alessandro Magno fortunatissimo. Egli ebbe un figliuolo d'una sua moglie, il quale in memoria del padre chiamò Antioco. Mori la moglie e crebbe il figliuolo, dando di sé grandissima speranza di riuscir giovine valoroso e degno di tanto padre. Ed essendo già d'età d'anni ventiquattro,