Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/84

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


NOVELLA LV 8l avvenne che suo padre Seleuco s’innamorò d'una bellissima giovane d’alto legnaggio discesa, il cui nome fu Stratonica, e quella per moglie prese e fece reina, e da lei ebbe un figliuolo. Antioco veggendo ogni di la matrigna, che era, oltra la somma bellezza, leggiadra e gentilissima, si fieramente, senza alcuno sembiante mostrare, di lei s’accese ed oltra ogni credenza s’in¬ namorò, che altro amante di donna tanto non s’infiammò già mai. E parendogli che egli contra il naturai devere facesse amando lascivamente la moglie di suo padre, e per questo non osando a compagno né amico scoprirsi, ché di se stesso aveva vergogna non che d'altrui, quanto egli più tacitamente seco di lei pensava tanto più accendendosi, di giorno in giorno s’an¬ dava consumando. Ma perché egli s’avvide d’esser ito tanto innanzi che più tornar a dietro non poteva, deliberò con lunghi e faticosi viaggi vedere se egli qualche tregua a le sue pene trovasse. Aveva il padre molti reami e provincie infinite sotto il suo imperio; il perché, sue scuse trovando, ebbe dal padre licenza d’andar qualche mese per quelle a diporto. Ma egli non fu fuor di casa che si ritrovò mal contento, perciò che essendo egli privo di veder la sua bella Stratonica, gli pareva d’esser privo de la vita. Nondimeno volendo, se era possibile, vincer l’indurato affetto, stette alcuni di fuori, nei quali chiusamente ardendo e non avendo con cui sfogarsi, menava una pessima e sconsolata vita. A la fine, vinto da le sue passioni, al padre se ne ritornò. Vedeva egli ogni di colei che era quanta gioia e quanto diletto egli avesse. Conoscendo poi quanto il padre la moglie amasse e tenesse cara, diceva molte fiate tra sé: — Sono 10 Antioco figliuolo di Seleuco? sono io quello cui il padre mio tanto ama, cosi magnificamente onora e sovra ogni reame apprezza e stima? Oimè, se io son quello, ov’è l’amore e la riverenza che io gli porto? È questo il debito del figliuolo verso 11 padre suo? Misero me! ove ho io l’animo, la speranza e l’amor mio collocati? Può egli esser che tanto ceco e fuor del vero senso io sia, che io non conosca deversi da me la bella ma¬ trigna in luogo di vera madre tenere? Se cosi è, ché pur il conosco, che adunque amo io? che bramo? che cerco? che M. Bandhllo, Novelle. 6