Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/88

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NOVELLA LV 85 diligenza osservare tutte le azioni sue, e sovra il tutto avvertire a le mutazioni che il polso facesse e per qual accidente si can¬ giasse. Fatta questa deliberazione, s’assise propinquo al letto e prese il braccio d’Antioco e le dita pose ove il polso ordina¬ riamente suol farsi sentire. Avvenne in quel punto che la reina Stratonica entrò in camera, la quale come l’infermo amante vide verso sé venire, subito il polso, che depresso e languido giaceva, se gli destò e cominciò per la mutazione del sangue a levarsi e prender vigore, sentendo con più forza risorger le debolissime fiamme. Senti Erasistrato questo rinforzamento del polso, e per veder quanto durava, al venir de la reina non si mosse, ma sempre tenne le dita sovra il battimento del polso. Mentre che la reina in camera stette, il batter fu sempre veloce e gagliardo; ma come ella parti, cessò la frequenzia e la gagliardezza del moto e a la solita debolezza il polso se ne ritornò. Né stette troppo che la reina rivenne in camera, la quale non fu si tosto da Antioco veduta, che il polso, ripreso vigore, cominciò a sal¬ tellare e continovamente saltellando si stette assai vigoroso. Parti la reina ed il vigore insiememente del polso con lei se n’andò. Veggendo tal mutazione il fisico gentile e che solamente a la presenza de la reina avveniva, si pensò aver trovata la ca¬ gione de l’infermità d'Antioco; ma volle aspettare il di seguente per averne maggior certezza. Venne l’altro giorno, e il buono Erasistrato appresso al giovane si pose e il braccio in mano gli prese. Entrarono molti in camera e mai il polso non s’alzò. Il re venne a veder il figliuolo, né per questo punto si levò. Ed ecco venir la reina, e subito il polso saltò su e si destò e cominciò a fare un movimento gagliardo, quasi volesse dire: — Ecco colei che m’arde, ecco la vita e la morte mia. — Tenne alora Erasistrato per certo che Antioco fosse de la bella ma¬ trigna focosamente acceso, ma che per vergogna non ardisse le sue ardentissime fiamme dicelare e farle altrui manifeste. Fer¬ mato che egli fu in questa openione, prima che cosa alcuna ne volesse dire, pensò che via deveva tenere in farlo conoscere al re Seleuco; e poi che tra sé ebbe diverse cose imaginate, tenne questo modo. Egli sapeva molto bene che Seleuco ama' a senza