Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/99

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96 PARTE SECONDA si venne ai baci ed amorosi abbracciamenti ed ultimamente a dar compimento ai loro disii con grandissima contentezza di tutte le parti. Quivi più e più volte giocando amorosamente a le braccia, con tutti quei dolci scherzi che sogliono costumarsi e toccando di continovo a le dame a restar di sotto, si diedero buona pezza grandissimo piacere. Cercavano esse dame di ristorar il perduto tempo, a cui i giovani fieramente di quelle accesi non mancavano, essendo di duro e forte nerbo. Perseverarono in questi loro felici amori alcuni mesi, ed ogni volta che commodamente potevano si ritrovavano insieme. E cosi andò la bisogna che mai nessuno se n’avvide né sospetto alcuno in corte nacque. Ritornavano talora i mariti loro a casa e vi dimoravano otto o dieci giorni ; poi se ne andavano in campo. In quel tempo si guardavano gli innamorati di far cenno o atto nessuno che potesse dar sospetto dei casi loro. Ora la Fortuna invidiosa del bene altrui e che non suol permettere che alcuno lungo tempo in felicità viva, ma sempre s’ingegna ne l’altrui felicità mischiare disgrazie ed infortuni, e un dolce stato per lo più de le volte con suoi veleni amareggia ed avvelena; fece che del godimento dei quattro innamorati si cominciò non so come in corte a bucinarsi e na¬ scerne alcune parole. Onde d’uno in un altro andando il romore ed aprendo molti cortegiani gli occhi che prima non vi mettevano fantasia, diligentemente, parte per onor mossi de la casa reale e parte stimolati da maligna invidia, spiando le azioni e movi¬ menti de le donne e dei cavalieri, s’accorsero troppo bene come il fatto stava. Il perché segretissimamente diedero avviso ai mariti de le dame, minutamente di quanto spiato e veduto avevano rendendogli consapevoli. Di cosi tristo e vituperoso annunzio i dui fratelli fuor di modo restarono dolenti e pieni di mal talento e fellone animo contra le mogli e i dui cavalieri, veggendosi esser passati senza barca il mare ed acquistato il vituperoso stato di Cornovaglia. E communicato il tutto col re Filippo lor padre ed insieme conchiuso ciò che far si devesse, posero gli agguati agli adulteri, di maniera che il primo giorno di maggio mille trecento tredici, ne la badia di Malbusson presso Pontoisa, gli amanti, amorosamente insieme prendendo piacere, furono dal