Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1911, IV.djvu/98

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NOVELLA LVI 95 ella amava, disse: — In buona fé, madama, che voi dite il vero, ed io più e più volte ci ho pensato, ma non ci veggio modo che possiamo far le cose nostre che non si sappiano, avendo tanti occhi a torno. E se mai si risapesse o ne venisse indizio ai nostri mariti, noi saremmo arse. — La reina, sentendo la disposizione di madama Bianca e per innanzi avendo già pensato ciò che fosse da fare e che modo tener si devesse che il fatto non si scoprisse, lo narrò a la cognata, la quale trovatolo buono, deliberarono non dar indugio a metterlo ad essecuzione. Erano in corte dui giovini cavalieri, dei quali l'uno era quello che a madama Bianca molto piaceva, che era chiamato Gualtieri di Dannoi, ed aveva un suo compagno e parente che aveva nome Filippo di Dannoi, i quali di continovo praticavano insieme e tutti dui erano assai belli e di costumi e grate maniere ornati. Come la reina intese Gualtieri piacer a la cognata, conoscendolo molto da bene, pose l’animo al compagno e le parve, al modo che pensato aveva, che questi dui verrebbero troppo bene a proposito. Consigliatesi adunque tutte due, cominciarono ogni volta che vedevano i cavalieri, che tutto il giorno li vedevano, a far loro grate accoglienze e lietissimo viso. Né guari in lungo andò la bisogna che i dui compagni, che non erano punto me¬ lensi, s’accorsero de l’amore de le due dame e, mostrando di questo esser lietissimi, si sforzavano quanto loro era possibile di fare ogni cosa che loro conoscessero esser a grado. Aveva la reina di Navarra un suo fidatissimo usciero, col quale parlando, lo instrusse a pieno di ciò che voleva che facesse. Egli, desi¬ deroso di sodisfare a la sua padrona, trovati i dui cavalieri insieme, gli manifestò l’intenzione de le due dame e tali diede loro contrasegni che eglino s’assicurarono del fatto; del che reputandosi i più aventurosi uomini del mondo, attendevano ciò che loro le dame comandassero. E perché ove le parti sono in tutto d’un volere non si dà molto indugio a condurre la cosa al desiderato fine, col mezzo de l’usciero si trovarono i novelli e lieti amanti in una camera ove tutte due le dame senz’altra compagnia, piene di gioia ed allegrezza infinita, gli aspettavano. Le accoglienze furono gioiose e piene d'amorevolezze, e da quelle