Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1912, V.djvu/286

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NOVELLA XXVI (XXVII) 283 fatte le sue tre belle riverenze, cominciò a piena e altissima voce salutare la marchesa, che medesimamente, per non causare dissonanzia, in quello altissimo tuono le fece risposta. A cosi ridicolo spettacolo, perseverando madama e monna Checcha a parlare più alto che potevano, non potendo il marchese e gli altri che erano su la loggia contenere le risa, il Gonnella si affacciò al fenestrone e ridendo cominciò ad alta voce dire: __ Olà, che romore è cotesto che io sento? — Disse il marchese: __ Finite la vostra comedia, o signore, ma parlate più basso. — Cosi intraviene — soggiunse il Gonnella — a chi è sordo. — Poi discesero a basso, e intrati in sala, il marchese disse il fatto come era, e che il Gonnella era quello che questa trama avea ordita. Mostrò ne l’apparenza la marchesa prendere da scherzo questa truffa; ma a dentro era tutta piena di veleno e in se stessa si rodeva, e pareale non istare mai bene se contra il Gonnella a doppio non si vendicava, dandogli ¡schiacciata per pane con centuplicata usura. Celando in petto poi il conceputo sdegno, aspettava alcuna occasione, tuttavia pensando a la ven¬ detta. Fra questo mezzo ella scherzava col Gonnella come prima, di modo che pareva che de la beffa più non si rammentasse. Onde quando le parve avere assicurato il Gonnella, communicò al marchese quanto ne la mente coceva, e caldamente lo pregò che degnasse in questo caso aiutarla. Il marchese largamente le promise fare quanto ella voleva, e amorevolemente la averti che guardasse bene ciò che faceva, perché il Gonnella era tanto aveduto e scaltrito che saperebbe in uno tratto schifare tutti i suoi inganni. — Bene istà — disse ella; — degnatevi pure fare ciò che io vi ricerco, e del remanente non vi caglia, e lasciate fare a me, e conoscerete che io saperò assai più di lui. Se io non lo gastigo, mio sia il danno, pur che voi non lo avertiate di nulla. — Aveva la marchesa fattosi secretamente portare uno gran fascio di bacchette di cornio, grosse come uno buono deto, e poi ammaestrate le damiselle e altre sue donne de la casa di quanto volea che facessero; e tra loro aveva distribuite le bacchette. Sapendo il signore marchese ogni cosa essere a or¬ dine, disinando, chiamò a sé il Gonnella, e pian piano li disse