Pagina:Bandello - Novelle. 4, 1853.djvu/227

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novella i. 229

si faceva sospettissimo e colpevole del perpetrato omicidio, e che essendo andato via Giulio, era più sicuro a restare. Il Piemontese, come fu di, andò a trovare quelli del Deodati, e narrò loro ciò che gli era accaduto. Il che, non so come, subito fu rapportato a Simone. Egli, inteso questo andò a casa il luogotenente criminale, e li denunziò come inteso aveva che Giulio suo servitore aveva anciso il Deodati, ed era fuggito via. Il luogotenente, avuta questa informazione, se n’andò a trovare un suo zio, uomo vecchio e nei giudicii molto pratico, che gli aveva rinunciato l’uflicio del luogotenente, e li disse ciò che della morte del Deodati gli era stato denunziato. Li dimandò il vecchio se aveva ritenuto il Turchi: egli disse di no. Di che il zio agramente il ripigliò, e gl’impose che subito il facesse sostenere. In questo mezzo quelli di Geronimo, inteso il gravissimo e nefando caso, andarono a trovare alcuni della nazione loro, amici di Geronimo, per consultare ciò che fare dovevano in questo caso; di modo che per Anversa l’atrocità dei nefario assassinamento cominciò a divulgai si. Il luogotenente eliminale mandò subito per Simone, al quale come fu giunto, comandò che di quella casa più non t.i partisse. Egli rispose che sai ia ubbidiente. Notò il giudice che il Turchi. avuto il comandamento, tutto si cangiò in viso; e sospettò non mezzanamente di lui che fosse colpevole. Avea Simone nella tasca lo scritto di mano di Geronimo. Presolo adunque, si accostò al fuoco che in la camminata ardeva, e ve lo gittò dentro. Il luogotenente, veduto questo atto, il dimandò che cosa egli avesse arso, ed ebbe per risposta che era un poco di carta che non m’ontava nulla. Mentre che questo si faceva, vennero gli amici del Deodati, e con loro condussero il Piemontese; il quale, segretamente dal luogotenente esaminato, li nano di punto in punto quanto gli era occorso. Egli disse agli amici del Deodati che stessero di buon animo, e che si faria tutta quella giustizia che così enorme caso ricercava. Tenne appo sè il Piemontese; il quale, poichè gli altri andarono via, fece venire viso a viso col Turchi. Non seppe Simone negare che non avesse comandato al Piemontese che andasse al giardino, ed ubbidisse a Giulio; ma che ciò fece, perchè Giulio gli aveva detto che bisognava movere, alcune lettieie ed accomodare, che solo fare non poteva. Nondimeno egli così freddamente il diceva, che diede grandissimo sospetto di sè; il perche fu ristretto in carcere. Rimase il Piemontese in casa del Giudice. Si mandò a pigliare il cadavere del Deodati; e fu messo innanzi al Turchi, per soddisfare a molti, che dicevano che se S; -