Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/147

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— Egli sospetta, badate. Sono stata veduta per via, e devo solamente al caso....

— Lo so; — rispose Arrigo, imitando la sua mimica prudente. — Non vi esponete, vi prego. —

E fatto un inchino, riprese a leggere il giornale che aveva tra le mani.

Ferita al cuore da quel freddo “lo so„ la contessa era andata più oltre, nel vano di una finestra, dove un altro de' suoi convitati, uomo maturo e stracco, tirava le ultime boccate di fumo da un autentico e profumato Manilla. A tempo, fortunatamente, poichè, a farlo apposta, il conte Pompeo entrava allora, insieme col Gonzaga, nella sala di lettura.

— Ah, bene; benissimo! — esclamò il conte Pompeo. — Ecco qui il nostro cavaliere, che legge il listino della Borsa. Quando lo dico, io, che non ci sono più giovani! Abbiamo dovuto ballar noi. Due bei lancieri per altro! —

Arrigo sorrise, approvando, e rimase a discorrere con lo zio, mentre il conte Pompeo, cutrettola eterna, saltellava verso sua moglie, che aveva preso il braccio del fumatore