Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/173

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


bene. perchè, viva l'anima sua, è vissuto a lungo tra i barbari.

Non crediate che io voglia rifarvi la tesi di Gian Giacomo Rousseau contro la civiltà e in favore dello stato selvaggio, tesi che ha pure il suo lato buono, poichè tra i selvaggi e tra i barbari, loro stretti congiunti, non si vive poi tanto male, come generalmente si crede.

“Tutto sta nell'adattarsi alla cucina„ mi diceva a questo proposito un gran viaggiatore, amicissimo mio. Vedete dunque che si tratta di un piccolo guaio, a cui rimedia oramai facilmente il signor Cirio, con le sue brave conserve alimentari. Del resto, lasciando la cucina da parte, io ho sempre pensato che un uomo incivilito guadagni due tanti a vivere un po' di tempo tra i barbari. In primo luogo, ci ha il vantaggio non lieve di sfuggire per tutto quel tempo la società degli uomini inciviliti; secondariamente egli si spoglia colà di molti pregiudizi, scioccherie, invidie, rancori, vanità puerili ed altre somiglianti piccolezze, che qui rendono la vita infelice ai mortali: e poi, quando ritorna