Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/219

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là, hanno suonato all'uscio. Era il conte. Ho fatto in tempo a rifugiarmi qua, pronta a venire da lei, chiunque ci fosse in sua compagnia, nel caso che egli, insospettito, avesse voluto a forza visitar tutto il quartiere.

— Ma con qual pretesto è egli entrato dalla signora Duplessis?

— Cercando il signor Valenti. Fingeva di avere sbagliato, di non aver visto il cartellino. Maravigliato, anche interdetto per le risposte della signora, se ne andò, facendo le sue scuse.

— E qualche minuto dopo, perchè non uscire anche lei?

— Temevo fosse appostato nella strada. Aspettavo lei, che mi aveva detto di venire. Non vedendolo, ritornai fin qua. Egli, appunto allora, giungeva in questa camera. Ho creduto necessario di fermarmi, per udire ciò ch'egli diceva.... Mio Dio! Ed ho udito tutto, ho udito troppo. È orribile, sa, è orribile, quello che ho dovuto sentire dalle sue labbra!

— La necessità mi ha costretto, signora; — rispose il Gonzaga. — Qualche cosa bisognava pur dire, per convincere quell'uomo infuriato.