Pagina:Barrili - Arrigo il Savio, Milano, Treves, 1886.djvu/27

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vuole? Laggiù a Mantova non mi conosceva più nessuno. Siamo vecchi, ecco il guaio.

— Vecchio, poi! A cinquant'anni!...

— Sì, bravo, mi canzoni. Cinquant'otto, signor mio, e si potrebbe dir anche cinquantanove, se in materia d'età avesse valore la massima romana: annus incoeptus pro integro habetur.

— In verità, se non lo dicesse lei... Potrebbe anche tacerlo, e far credere ai cinquanta.

— Non ci son dame e mi fo coraggio a confessarli tutti; — replicò allegramente il Gonzaga. — Li porto bene, non dico di no, quantunque venticinque o trenta li porterei anche meglio. Ma proprio, ritornando al nostro discorso, ma proprio, signor Ceprani, ella non poteva darmi più lieta notizia, e sono anche più contento di essermi mosso dal mio èremo.

Questa Roma che ho lasciata a venticinque anni, — qui il vecchio trasse un sospiro e corrugò le ciglia, — mi pare più bella, ora che so di averci qualcheduno che mi ama. A noi, vissuti le mille miglia lontani dalla patria, invecchiati di là dai mari, in mezzo a