Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/103

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Queste ed altre parole borbottai, come mi venivano alla bocca, tutte a filo di logica, ugualmente, per mettere in salvo la mia dignità, o per far dimenticare la mia debolezza. Ma non ero persuaso di venirne a capo; ed ella nemmeno, dal canto suo, fu tratta in inganno da tutti quegli arzigogoli.

— Senta; — balbettò ella, non meno impacciata di me; — dovrei dirle il mio nome, e non ardisco di farlo. Potrei dirglielo liberamente, ma che vuole? Una fantasia.... un capriccio.... chi sa? forse un presentimento.... Insomma non definirò quello che sento così confusamente nel cuore. Mi sembra che se io le dicessi chi sono, farei atto di cerimonia bensì, ma non d’amicizia, e spezzerei anche il lievissimo filo che mi lega ad un uomo come Lei. Vede, — soggiunse ella, arrossendo, — che in tutto ciò non v’è nulla