Pagina:Barrili - Come un sogno, Milano, Treves, 1889.djvu/113

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— Davvero? — chiese ella, fissandomi in volto con una cert’aria tutta sua, ch’io non giunsi ad intendere.

— Ne stia pur certa; — cincischiai, impacciato da quello sguardo e dalla cura di affacciarmi allo sportello per farmi vedere dal guardiano. — Perchè mentirei? Scendo, e non ci vedremo mai più. —

Il guardiano accorse, girò la maniglia e si ritrasse per lasciarmi passare. Io volsi un’occhiata alla signora, che pareva commossa, lì lì per soggiungere qualche frase di commiato.

— Non mi dica nulla, per carità; nè grazie, nè addio. Parole che mi farebbero più male che bene! Anch’io ho sognato, signora: vado a svegliarmi laggiù. —

Mormorai tutte queste parole in fretta, cercando di evitare i suoi occhi. E senza stringere una mano che mi pareva cercare